Governo verso la crisiOggi la decisione di Renzidi far dimettere le ministre

Approvato il Recovery Plan in Cdm La maggioranza spaccata sul Mes

Il governo sembra essere a un passo dalla crisi. Ieri, a tarda notte, il consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo testo del Recovery Plan, ma questo non è bastato a placare gli animi all’interno dell’esecutivo.

Le ministre di Italia Viva, Elena Bonetti e Teresa Bellanova, si sono astenute dal voto, ribadendo ancora una volta la necessità di attingere al Meccanismo europeo di stabilità. “Il Mes non è compreso nel Next Generation, non è questa la sede per discutere il punto”, ha replicato il premier Giuseppe Conte. Sulla questione è intervenuto anche il ministro dell’Economia Vincenzo Spadafora, sostenendo ancora una volta la mancanza di “risorse per investimenti aggiuntivi”,  qualora si decidesse di attivare il Mes. Dura la replica del ministro della Salute Roberto Speranza, che ha invitato tutti a “non strumentalizzare l’emergenza Covid” per chiedere l’attivazione del Fondo salva-Stati.

Toni accesi, dunque, quelli di ieri sera in consiglio dei Ministri, che tengono ancora aperta la partita tra il presidente del Consiglio e il leader di Italia Viva Matteo Renzi. L’uno non molla la presa, l’altro neanche. Oggi però potrebbe essere la giornata decisiva. La conferenza stampa convocata nel pomeriggio dall’ex premier, dopo una mattinata di consultazioni, potrebbe ufficialmente aprire la crisi di governo, con l’annuncio del ritiro delle due ministre. “Decidiamo in mattinata e poi lo comunicheremo alla stampa”, ha annunciato il senatore.

Ma non è ancora detta l’ultima parola. Fonti di maggioranza, per tutta la giornata di ieri, hanno continuato ad auspicare la ricucitura dello strappo. Tuttavia le voci di una possibile sostituzione dei renziani in Senato da parte di Conte, con i cosiddetti “responsabili”, si fanno sempre più insistenti. Flebile, ma pur sempre presente, invece, l’ipotesi delle dimissioni del premier, che aprirebbero un rapido giro di consultazioni da parte del presidente della Repubblica per la nomina di un nuovo governo.