I genitori di Giulio Regeni a Mattarella: 32 mesi senzaverità,non possiamo fermarci

L'appello al Presidente: dia voce alla nostra richiesta, è un'esigenza di tutti

“Sono trentadue mesi da quando il corpo di nostro figlio è stato fatto ritrovare barbaramente assassinato al Cairo. Sapesse quanto dolore e quanta fatica ci accompagnano da allora. Nulla è stato più uguale a prima”.

Così scrivono Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, in una lettera rivolta al Capo dello Stato Sergio Mattarella, che ieri li ha ricevuti insieme alla sorella Irene. Il testo è stato pubblicato oggi dal quotidiano la Repubblica.

“Non possiamo fermarci – affermano i genitori del ricercatore ucciso al Cairo -. Abbiamo bisogno, dopo tanta attesa e tante oltraggiose menzogne che alle parole si aggiungano i fatti: dobbiamo sapere chi e perché ha preso, torturato e ucciso Giulio. Lo chiediamo non solo da genitori ma da cittadini di quell’Italia che Lei ama, rappresenta e tutela. È un’esigenza corale non una faccenda privata”, scrivono rivolgendosi al Presidente.

“Lei, che più di tutti ha a cuore la dignità di questo Paese, dia voce a questa nostra richiesta e restituisca fiducia e onore a tutti i nostri concittadini.  Chiediamo a Lei e a tutte le istituzioni del governo italiano di sostenere e fare sua, in modo sempre più concreto e tangibile, una richiesta che accomuna e muove cittadini di ogni parte del mondo che in Giulio si riconoscono e per Giulio si mobilitano”. La lettera si conclude con un appello: “Le chiediamo di stare dalla parte di Giulio, di tutti i Giuli e le Giulie, dalla nostra parte”.

Davide Di Bello

E’ nato a Roma il 17/07/1991, ha frequentato il liceo classico ed è laureato in scienze della comunicazione all’Università “Roma Tre”. Ama il giornalismo, il cinema e la fotografia; lo animano il piacere della scoperta e la voglia di rendersi utile. Dal 2016 è entrato a far parte della redazione di Lumsanews.it