No alla Meloni da BerlusconiOggi nessuna manifestazione ma solo un incontro a Roma

A tre giorni dalla chiamata alle urne ancora divergenze nel centrodestra

Nessuna manifestazione unitaria per il centrodestra che, a tre giorni dalla chiamata alle urne, sembra unito solo sulla carta. Lo dimostra la mancata risposta alla convocazione della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Forza Italia e Silvio Berlusconi hanno deciso di non aderire alla manifestazione promossa a Roma “perché è mia convinzione che è meglio impiegare il tempo comunicando con un numero vasto di italiani piuttosto che con 500 elettori che sono già convinti. Oggi pomeriggio ci incontriamo a Roma al Tempio di Adriano, faremo le foto ed esporremo sinteticamente la nostra posizione”, ha dichiarato il leader di Fi. Berlusconi ha puntualizzato, poi, che a suo avviso non vi sarà alcun governo di scopo o di unità nazionale: “Ci siamo impegnati a non farlo e prima moralità in politica è mantenere gli impegni”.

Sulla designazione di Tajani come premier, Giorgia Meloni sembra invece accogliere la proposta dell’ex Cavaliere. “Tajani non è il mio candidato, ma se Berlusconi ha confermato che il candidato premier di Fi è Antonio Tajani e gli italiani danno la maggioranza al suo partito rispetterò il voto dei cittadini. L’importante è che gli italiani sappiano che o vince il centrodestra o l’Italia va nel caos”, ha dichiarato a Radio Anch’io.

Una prospettiva non condivisa da Matteo Salvini, pronto ad assumere la carica di premier, in caso di affermazione della Lega. Un’ipotesi molto probabile, ha assicurato a Radio 24 il leader leghista, perché “la mia sensazione è che Berlusconi lo sorpasso”. A chi lo incalza per sapere di quanto la Lega possa superare Fi, Salvini risponde: “Come ieri sera il Milan ai rigori. Ne basta uno… Voglio archiviare il renzismo e dimostrare che sapremo fare meglio di Renzi, Boschi e di quei chiacchieroni del Pd”.

L’ultimo annuncio elettorale riguarda invece l’eliminazione di una parte delle accise sulla benzina. “L’anno scorso hanno fruttato 27 miliardi – ha spiegato – e altri 12 sono arrivati dall’Iva sulle accise, che sono la tassa sulla tassa. Io non dico leviamo tutto, ma abbiamo ancora una accisa per il finanziamento della Guerra in Etiopia, che credo sia finita da un bel pezzo. Pesano sui carburanti per 72 centesimi al litro: per una questione di buon senso e per aiutare tutti bisogna eliminare le accise più antiche: non salva la vita a nessuno ma è immorale che chi fa benzina paga ancora la guerra in Etiopia”.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.