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Il monito di Draghi: “Europa rischia di essere subordinata”

di Elisabetta Guglielmi02 Febbraio 2026
02 Febbraio 2026
Mario Draghi

Mario Draghi a Bruxelles | Foto Ansa

BRUXELLES – “Un contributo eccezionale al processo di integrazione economica e monetaria europea”. Questo il motivo per cui l’ex premier Mario Draghi è stato insignito della laurea honoris causa dall’università Ku Leuven, in Belgio. Draghi è stato premiato per la sua capacità di creare una “leadership fondata sulla responsabilità, sul giudizio equilibrato e sul rigore intellettuale” in un momento in cui l’area dell’euro stava “affrontando una crisi esistenziale”.

Il monito di Draghi all’Europa

Nel discorso per la laurea honoris causa, Draghi ha rivolto un monito all’Europa perché si trasformi in “federazione per diventare una potenza”. L’ex premier ha evidenziato l’importanza per l’Ue di compiere i passi necessari affinché sia possibile “competere con Usa e Cina”. L’Europa ha davanti a sé “un futuro in cui rischia di diventare, al tempo stesso, subordinata, divisa e deindustrializzata”.

In questo quadro, l’Ue perderebbe la capacità di “difendere i propri interessi” e “preservare a lungo i propri valori”.
Per superare questi problemi è necessario “agire insieme”. Draghi ha sottolineato che solo in questo modo sarà possibile “riscoprire qualcosa che da tempo era sopito: il nostro orgoglio, la nostra fiducia in noi stessi, la nostra fiducia nel nostro futuro”. Valori su cui dovranno essere costruite le fondamenta di una nuova Europa.

Il discorso dell’ex premier

L’università belga ha riconosciuto a Draghi la capacità di aver “fornito una bussola strategica capace di posizionare con successo l’Ue in un mondo in rapido cambiamento, caratterizzato da crescenti rischi di frammentazione e da tensioni geopolitiche”. Le stesse tensioni e gli stessi rischi di frammentazione sono presenti ancora oggi. Nel suo discorso, l’ex premier ha però sottolineato come “l’ordine globale oggi defunto non sia fallito perché fondato su un’illusione”, ma “il crollo di questo ordine non è di per sé la minaccia. Un mondo con meno scambi e regole più deboli sarebbe doloroso, ma l’Europa saprebbe adattarsi”.

In questo scenario, solo gli europei hanno l’opzione di “diventare essi stessi una vera potenza”. Per Draghi fondamentale sarà “decidere se restare semplicemente un grande mercato, soggetto alle priorità altrui” o “diventare una potenza”. L’Europa deve “passare dalla confederazione alla federazione”, conclude l’ex premier.

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