Conte bis, via alla fase dueMaggioranza da ampliarerimpasto e patto di governo

In Senato a rischio l'iter delle riforme Oggi il centrodestra sale al Colle

Si è aperta ieri la seconda fase del governo Conte bis, dopo l’esame della fiducia in Senato, passato con i numeri instabili di una maggioranza relativa. Gli obiettivi a breve termine, definiti dal premier Giuseppe Conte, nel vertice con i capi delegazione e i leader del Partito democratico, Liberi e Uguali e Movimento 5 stelle, prevedono, prima di tutto, la ricerca dei “responsabili” per il rafforzamento della maggioranza e la scrittura del nuovo patto di legislatura.

Tra i dem c’è chi, come Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, preme per un maxi rimpasto nel giro di pochi giorni, con un coinvolgimento di forze moderate e centriste, che “garantisca che i numeri vengano irrobustiti”. “Serve una nuova squadra di governo”, aggiunge in una intervista a Mattino5.

Il rischio conclamato per il governo, con una maggioranza di soli 156 membri in Senato, è che l’opposizione, a cui si è aggiungeranno i senatori di Italia Viva, blocchi importanti provvedimenti e i progetti di riforma che saranno discussi a fine mese. “Sulla riforma della giustizia di Bonafede non pensiamo nulla di buono” ha detto in mattinata a Radio Capital Davide Faraone, capogruppo di Iv a Palazzo Madama di Italia Viva, che si è detto però disponibile al dialogo. Infatti, come riporta il Corriere della Sera, se il centrodestra avesse l’apporto del partito di Matteo Renzi, nella conferenza dei capigruppo, sarebbe in vantaggio e potrebbe rallentare l’iter legislativo e porre veti. Nella seduta di ieri, in Parlamento è stato approvato quasi all’unanimità lo scostamento di bilancio da 32 milioni, per il nuovo decreto Ristori.

Oggi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo l’incontro di ieri con Giuseppe Conte, per un colloquio sulle premesse di stabilità della maggioranza, vedrà, su richiesta del centrodestra, i leader di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che spingono per le dimissioni del premier. “Chiederemo a Mattarella se secondo lui,  che è arbitro e garante della Costituzione, l’esecutivo possa andare avanti in queste condizioni – ha detto Giorgia Meloni in una intervista al Messaggero – o se non sia più saggio chiedere agli italiani di risolvere la crisi politica dando all’Italia un governo degno di questo nome”.