WASHINGTON – Durante “la più grande interruzione del mercato petrolifero globale della storia”, come definita dall’Agenzia internazionale per l’energia (Aie), la Casa Bianca decide di autorizzare l’acquisto di petrolio russo già in transito. Una scelta volta a tenere sotto controllo il prezzo del greggio, accolta positivamente da Mosca. “La stabilizzazione del mercato globale dell’energia – ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – è impossibile senza i significativi volumi produttivi di petrolio della Russia”.
Il segretario al Tesoro Usa Bessent: “La misura non apporterà benefici al governo russo”
Ad annunciare l’autorizzazione dell’acquisto di petrolio russo, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent. “Per ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio – ha spiegato – il dipartimento del Tesoro ha concesso un’autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare “. Una mossa che “non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo”, come specificato da Bessent, “che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione”.
Istat: “Tendenza al ribasso dell’economia mondiale”
In meno di due settimane di guerra in Medio Oriente, la produzione di petrolio è in calo di almeno otto milioni di barili al giorno, a cui bisogna aggiungere due milioni di barili bloccati di prodotti petroliferi. Parliamo di quasi il 10% della domanda mondiale. Una situazione che, secondo l’Istat, “prefigura una tendenza generale al ribasso delle prospettive per l’economia mondiale nel 2026”. L’escalation del conflitto, si legge nella nota, “ha causato uno shock dal lato dell’offerta di prodotti energetici con potenziali effetti sistemici su crescita economica, occupazione e inflazione”.
L’Italia rilascia quasi 10 milioni di barili di riserve
Intanto gli Stati membri dell’Aie hanno deliberato di rilasciare una quota delle proprie riserve strategiche. Per l’Italia si tratta di 9 milioni e 966 mila barili , pari a circa il 2,5 per cento del totale di quelli messi a disposizione complessivamente dai Paesi Iea (400 milioni). Dell’amministrazione Usa, invece, saranno rilasciati 172 milioni di barili di petrolio , che saranno a disposizione “a partire dalla prossima settimana”, anche se in tutto ci vorranno circa “120 giorni per finire” l’operazione, come precisato dal Dipartimento per l’Energia Usa
Il Brent punta i 103 dollari
Intanto il Brent continua a correre e sale dell’1,9 per cento, puntando i 103 dollari al barile. Il Wti sale dell’1,7% a 97,4 dollari al barile. Anche il gas prosegue la sua corsa: i contratti Ttf (il mercato virtuale di scambio del gas naturale in Europa) segnano un aumento dell’1,42 per cento a 51,5 euro al megawattora.


