WASHINGTON – Si addensano nubi di tensione sull’Iran, dove l’incertezza per un intervento diretto degli Stati Uniti torna a soffiare con forza. Dopo il colloquio tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha ordinato alla portaerei USS Gerald Ford di spostarsi verso l’Asia Occidentale . L’imbarcazione, la più grande al mondo del suo genere, sarà la seconda americana nella zona dopo la USS Abraham Lincoln, arrivata nel Golfo Persico due settimane fa. La USS Ford era operativa in Venezuela e non tornerà negli Usa prima di aprile o maggio. La conferma è arrivata da una fonte a conoscenza dei piani, citata per la prima volta dal New York Times.
“L’Iran sta rafforzando i siti nucleari”
Trump, che continua a valutare un’azione militare contro l’Iran, intanto prosegue con le pressioni verso Teheran affinché raggiunga un accordo sul suo programma atomico. Tuttavia, secondo quanto riporta la Bbc, nuove immagini satellitari mostrerebbero un rafforzamento dei siti nucleari. Le foto, analizzate per la prima volta dall’Institute for Science and International Security (Isis) – un think tank con sede negli Stati Uniti – mostrano gli ingressi dei tunnel in fase di rafforzamento sul Monte Kolang Gaz La, noto anche come ‘Monte Piccone’. Gli esperti affermano che questa struttura potrebbe essere progettata per proteggere le attività di arricchimento dell’uranio dell’Iran o attrezzature chiave, ma il suo scopo esatto, e se sia operativa, rimane poco chiaro.
A Teheran, liberate due figure riformiste
Dal canto loro, le autorità iraniane provano ad alleggerire i toni. Sono state infatti liberate due importanti figure riformiste arrestate nei giorni scorsi in seguito alle proteste antigovernative di gennaio. Una “concessione” che però non significa resa. Il segretario del Consiglio di Difesa iraniano, Ali Shamkhani, ha sottolineato come le loro forze armate siano in stato di massima allerta e pronte a rispondere con forza a qualsiasi attacco diretto contro Teheran.
Minacce a Netanyahu sulla tv di Stato
Intanto, la tv di Stato iraniana ha diffuso un elenco di sette figure chiave del governo e dei vertici militari israeliani, tra cui il primo ministro Benjamin Netanyahu, indicandoli come bersagli di possibili attacchi con droni. Oltre al Premier, nella “lista nera” compaiono il Ministro della Difesa Israel Katz, il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir e il direttore del Mossad, David Barnea. Durante il programma, il conduttore ha rivolto un avvertimento diretto in lingua ebraica, affermando: “Saremo noi a stabilire il momento della vostra fine”.


