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HomeEsteri Israele registrerà “terreni statali” in Cisgiordania: è la prima volta dal 1967

Israele, approvato il piano
per registrare i territori
occupati in Cisgiordania

I critici: "Passo verso l'annessione"

Abu Mazen, Anp: "Grave escalation"

di Flavia Falduto16 Febbraio 2026
16 Febbraio 2026
israele

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano | Foto Ansa

GERUSALEMME – Il governo israeliano ha approvato domenica 15 febbraio un piano per autorizzare la registrazione dei terreni occupati in Cisgiordania per la prima volta dal 1967. Come riferisce l’emittente dello Stato ebraico Kan 11, la proposta – avanzata dal ministro della Giustizia Yariv Levin e da quelli della Difesa e delle Finanze, Israel Katz e Bezael Smotrich – costituirebbe un primo passo verso l’annessione dei territori palestinesi della West Bank. 

La decisione dello Stato ebraico

Il processo, si legge nella dichiarazione congiunta approvata dall’esecutivo israeliano, punta a chiarire i diritti di proprietà fondiaria nella cosiddetta Area C della Cisgiordania, una delle tre zone in cui il territorio venne suddiviso quando furono firmati gli accordi di Oslo nel 1990. La decisione, poi, rappresenta anche “una risposta alle misure di insediamento illegale promosse dall’Autorità Palestinese nell’area, in violazione della legge e degli accordi”. 

Le dichiarazioni del capo dell’Anp Abu Mazen

Il piano dello Stato ebraico preoccupa il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, che ha reagito parlando di “una grave escalation e una palese violazione del diritto internazionale” da parte di Israele. Il capo dell’Anp, poi, ha precisato: “La proprietà di circa due terzi delle terre in Cisgiordania non è mai stata registrata formalmente. Inclusa l’Area C, che costituisce circa il 60% dell’intero territorio”. Ma anche e soprattutto la zona dove si concentra la maggior parte delle colonie israeliane. 

La condanna della Turchia

Una ferma condanna arriva anche dalla Turchia. “Il censimento del governo israeliano – hanno affermato funzionari del governo turco – contravviene alla coscienza collettiva dell’umanità e rappresenta la continuazione delle politiche e delle pratiche di genocidio”. Un’iniziativa che “aggrava l’ingiustizia nella regione e prende deliberatamente di mira le speranze di pace e sicurezza”.

L’appello alla pace di Papa Leone XIV

Un appello alla pace è arrivato anche da Papa Leone XIV durante la sua udienza con i membri della Pontificia Accademia per la Vita. Il pontefice ha condannato il coinvolgimento nelle guerre di “strutture civili, inclusi gli ospedali”. I conflitti “costituiscono il più assurdo attentato che la mano dell’uomo rivolge contro la vita e la salute pubblica”.  Proprio ieri, 15 febbraio, le forze israeliane hanno ucciso almeno otto palestinesi in nuovi attacchi sulla Striscia di Gaza, nella città meridionale di Khan Younis.

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