ROMA – Oltre 230 milioni. È il bilancio con cui chiude l’anno la Fitp, la Federazione italiana di tennis e padel. Un prospetto che supera quello della Figc (Federcalcio), che invece riporta un ammontare poco superiore ai 200 milioni nel 2025, anche a causa dell’assenza di una grande manifestazione internazionale. Nel tennis invece le competizioni non sono mancate: gli Internazionali d’Italia a Roma, le Atp Finals a Torino e le Final 8 della Coppa Davis a Bologna hanno alzato il valore del mercato e l’interesse degli spettatori. E proprio dalle manifestazioni internazionali è derivato oltre il 70% del fatturato della Fitp. Una parabola ascendente iniziata già nel 2024 con la Federtennis che, con un bilancio di 209 milioni, si era avvicinata ai ricavi della Figc, pari a 224 milioni.
Le parole del presidente Binaghi
Per il presidente della Ftip Angelo Binaghi, intervistato dal Sole 24 Ore, l’ascesa del tennis in Italia non è però un caso, ma il frutto “di investimenti anno dopo anno sia sui tornei che sulla formazione dei futuri giocatori”. A far crescere la popolarità dello sport sono stati inevitabilmente anche i successi dei giocatori italiani, partendo dall’effetto Sinner che, oltre ad aver aumentato lo share degli spettatori, ha anche avvicinato molti giovani al tennis. Un fenomeno attestato dai principali circoli di allenamento, che hanno registrato una crescita nei loro impianti. Il merito non è solo del numero due al mondo, ma anche dei suoi colleghi. Come Jasmine Paolini e Sara Errani, campionesse di doppio al Roland Garros, o ancora le vittorie di Luciano Darderi e Flavio Cobolli nei circuiti Atp e Wta.
Se è ormai evidente che il tennis riscuota lo stesso successo del calcio, in Italia il nodo resta quello dei fondi. Lo sottolinea con non poco astio lo stesso Binaghi. “Non capisco perché al calcio, che ha poco più dei nostri tesserati, vengano ancora assegnati da Sport e salute più del doppio dei contributi. Per il 2026, 35 milioni contro 16”, dichiara al Sole 24 ore. Risorse che sarebbero vitali per ammodernare i centri tennistici e costruirne di nuovi, così da rispondere alla sempre più crescente domanda dei nuovi giocatori.


