ROMA – Brad Pitt contro Tom Cruise. Su un cavalcavia di Los Angeles, le due icone del cinema si affrontano in un combattimento degno di una superproduzione hollywoodiana: edifici in rovina, movimenti fluidi, primi piani capaci di catturare persino le microespressioni facciali. Tutto torna, tranne un dettaglio: il duello non è mai avvenuto. A sfidarsi non sono i celebri attori, né le loro controfigure, ma creazioni generate dall’intelligenza artificiale. Un nuovo tassello nell’ascesa dell’Ia, che continua a mettere in allarme Hollywood.
Il video, della durata di pochi secondi, è stato pubblicato sui social dal regista irlandese Ruairí Robinson ed è stato realizzato con Seedance 2.0, l’ultima versione del modello di generazione video sviluppato da ByteDance, il colosso cinese proprietario di TikTok. Ne circola anche un’altra versione in cui i due, con voci identiche a quelle degli attori originali, pronunciano battute sugli “Epstein files”.
Sebbene la versione precedente del software fosse già considerata tra le migliori in circolazione, i miglioramenti introdotti con Seedance 2.0 risultano evidenti. Tuttavia, la qualità e il realismo dei primi video pubblicati hanno suscitato reazioni contrastanti: all’entusiasmo per il progresso tecnologico si affiancano preoccupazione e scetticismo tra chi lavora nell’industria cinematografica o si occupa di tutela del diritto d’autore.
Sag-aftra, il sindacato che rappresenta circa 170 mila attori e artisti nel mondo, ha già condannato ByteDance, accusandola di violazioni diffuse del copyright. Secondo l’organizzazione, questi video rappresentano una minaccia diretta alla sostenibilità del lavoro umano nel settore dell’intrattenimento.
Dura anche la reazione della Motion Picture Association, che ha chiesto l’immediata sospensione delle attività dell’azienda a causa dell’uso non autorizzato di volti, opere e stili riconducibili a produzioni tutelate.
Hollywood, del resto, si basa su un sistema di gatekeeping che limita a pochi l’accesso alle risorse produttive, ai set, agli effetti speciali e alla distribuzione. Le nuove generazioni di creator indipendenti, affidandosi a Seedance 2.0, potrebbero aggirare i canali tradizionali e realizzare opere comparabili a quelle degli studios, ma a costi significativamente inferiori.
L’asticella del confronto con l’Ia continua ad alzarsi. Secondo diversi osservatori del settore tecnologico, l’intelligenza artificiale sta iniziando ad acquisire abilità considerate di competenza esclusiva umana: dalla regia visiva alla direzione di attori virtuali, fino alla costruzione di scene complesse. E non si tratta solo di cinema: le nuove frontiere dell’intelligenza digitale potrebbero approdare anche in altri settori come pubblicità, videogiochi, televisione e produzione di contenuti digitali.


