Gli hotel vogliono riaprire"Abbiamo voglia di lavorarepositivo il bonus vacanza"

Barbara Casillo, Confindustria Alberghi "Garantire l'operatività delle aziende"

“Il 96% del personale è in cassa integrazione e stiamo andando avanti così. Se si inizieranno a creare condizioni per far muovere le persone allora le strutture riapriranno”. Pensa positivo la direttrice dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi Barbara Casillo, a cui abbiamo chiesto di raccontarci come si sta organizzando il settore alberghiero rispetto alla prossima stagione turistica”.

Secondo lei ci sono le premesse per salvare ancora la stagione estiva?

“Credo che il quadro si farà più chiaro in base all’evoluzione della situazione epidemiologica. Gli operatori si metteranno a disposizione degli ospiti per garantire condizioni di sicurezza. Vorrei sottolineare che l’attività alberghiera non si è fermata e chi ha chiuso lo ha fatto per mancanza di clienti. L’andamento della stagione sarà fortemente condizionato, oltre che dalle difficoltà economiche, anche dalla serenità delle persone”.

Ci sono delle previsioni sulle perdite economiche per il settore alberghiero?

“Il dato è terribilmente negativo. Il settore aveva subito una forte contrazione già da gennaio, mi riferisco allo stop dei turisti cinesi. Calo proseguito a febbraio mentre da marzo gli alberghi sono vuoti. Quelli che sono rimasti aperti hanno solo un preciso tipo di clientela. A Milano ci sono strutture all’interno delle quali alcune persone vi risiedono stabilmente. A Genova ci sono alberghi che ospitano il personale che lavora alla ricostruzione del ponte Morandi”. 

La preoccupazione dei consumatori è che i prezzi degli alberghi possano aumentare in modo esponenziale. 

“Il prezzo è il frutto dei costi ma è legato anche alla domanda. È un dato di fatto che aumenteranno, perché si riduce la capacità di utilizzo degli spazi. Servirà equilibrio ma per gestire in sicurezza l’albergo è evidente che sono necessari ingenti investimenti. Molte strutture stanno valutando se non aprire. Mi auguro che questi nodi si sciolgano nelle prossime settimane”. 

La parola chiave sarà adattamento.

“Andiamo avanti a una velocità impressionante. Però lo definirei un adattamento intelligente, non passivo. Fra gli operatori del settore c’è una grandissima voglia di rimettersi in movimento nel rispetto della situazione. Tutti hanno voglia di lavorare”. 

Pensa che il “bonus vacanza” annunciato dal governo sia sufficiente per far ripartire il settore? 

“Certamente qualsiasi incentivo può essere positivo ma il punto è un altro. Un bonus per fare le vacanze ha effetto se ci sono ancora alberghi aperti che sono sopravvissuti alla crisi. È necessario mettere in sicurezza l’operatività delle aziende, altrimenti il provvedimento resta sulla carta. La ripartenza si basa su tanti piccoli correttivi per rimettere in moto la macchina del Paese: se non si ha lavoro di certo non si pensa alle vacanze”. 

Molti viaggiatori potrebbero scegliere di affittare appartamenti, pensando di essere meno esposti al virus. È veramente così?

“L’albergo è obbligato a rispettare procedure e trattamenti di sicurezza, affittando un appartamento è più complicato secondo me avere la certezza che l’ambiente sia sanificato. Gli alberghi penso saranno una garanzia di sicurezza per chi ha la possibilità di passare qualche giorno fuori casa e in questo senso credo si alleggerisca anche il carico emotivo del consumatore. Forse sarà addirittura un’opportunità”. 

Chiara Viti

Classe 1993. Ha studiato Filosofia a Roma e si è specializzata in Editoria e Giornalismo. Si è avvicinata al mondo della comunicazione lavorando come Ufficio Stampa, poi uno stage nella redazione di Report (Rai 3). Adesso è giornalista praticante presso la Lumsa Master School.