Le pagelle dei duettiin gara al FestivalConvince Gualazzi

Lauro e Annalisa catturano l'Ariston ben riuscito il medley dei Pinguini

Michele Zarrillo con Fausto Leali L’incubo di Cavallo Pazzo non spegne Fausto Leali. Il duo è ben assortito, si conosce e si vede. L’energia di Leali coinvolge anche Zarrillo, che si sbraccia sorridendo verso il pubblico. 6,5

Junior Cally con i Viito Vado al massimo, ma fuori tempo. I Viito sono inquietanti, un gracchiare costante. Cally prova a giochicchiare, ma fa anche peggio. Povero Vasco, perdonali. 2

Marco Masini con Arisa Una brutta copia di Antonella Ruggiero oscura completamente Masini, che da protagonista finisce a essere un comprimario. Qualche stecca a spasso e va male così. Arrivederci Roma. 3,5

Arisa e Marco Masini

Riki con Ana Mena Sessant’anni dopo Nilla Pizzi trova una nuova vita sul palco dell’Ariston. Gliela donano Riki e Ana Mena, che creano una versione orecchiabile e originale del classico sanremese. Bella sorpresa. 7+

Raphael Gualazzi con Simona Molinari “E se domani” un duetto come questo passasse in radio? Impossibile, ma l’Ariston se lo gode tutto tra applausi a ogni acuto. Un dolce Gualazzi soffoca nell’abito ma osserva dolcemente la sua Simona. Si chiude tra gli applausi un duetto degno de “La Bella e la Bestia”. 8

Anastasio con Premiata Forneria Marconi Solita Anastasiasta. Un grande nel suo, un qualcosa che si è già visto, ma la Premiata Forneria Marconi dà quel tocco di rock-prog che regala una sufficienza al vincitore di X Factor. 6

Anastasio e la PFM

Levante con Francesca Michielin e Maria Antonietta Negli occhi Morandi che stringe i pugni, Tozzi che abbraccia il microfono e Ruggeri che si sgola fino all’afonia. Davanti a un’immagine del genere le tre ragazze deludono, dando al pubblico un’esibizione moscia e senza verve. Occasione sprecata. 3

Alberto Urso con Ornella Vanoni Vanoni encomiabile, ma la sua presenza e i suoi sforzi non salvano Urso dalla brutta performance. Una volta si accavalla sul tenore, che la redarguisce prontamente. Poi lo stesso ragazzo l’affossa nel finale. Male assortiti. 5–

Elodie con Aeham Ahmad Un brano pieno di spinta totalmente privato della sua energia. Lenta e senza grinta. Ci mancava pure il tocco finale da “Re Leone”. Meglio Andromeda. 4

Alberto Urso e Ornella Vanoni

Rancore con Dardust e la Rappresentante di lista Questo ragazzo è la “Luce” di questo Festival. Un brano dolce che diventa una presa di posizione grazie al talento di Rancore e a una gran voce, quella della Rappresentante di lista. 7,5

Pinguini Tattici Nucleari Il medley propone tante canzoni che non possono lasciarti fermo. Furbo ma ben riuscito. Il picco durante “Salirò” e “Gianna”. Consensi facili per una bella band, che unisce virtuosismi a divertimento. La mimosa a Cristiano a Ronaldo è un lampo di genio. Spaccano, e basta. 8

Enrico Nigiotti con Simone Cristicchi Quando Cristicchi venne proclamato vincitore svenì dall’emozione. Qui si sviene dal sonno per una canzone struggente resa come una ninna nanna. Nigiotti la distrugge totalmente, purtroppo. 4

Junior Cally e duo Viito

Giordana Angi con Solis String Quartet La nevicata del 56′ diventa la grandinata del 2020. Nulla da togliere al quartetto d’archi, ma la Angi non regge il confronto col mostro sacro che si trova davanti, togliendogli la sua natura. 3,5

Le Vibrazioni con i Canova Forse alla Oxa sarà spuntato un sorriso. Difficile pensarlo, ma Le Vibrazioni e i Canova non se la cavano male. Sarcina tiene la scena e ne esce bene, facendo divertire anche Vessicchio. 7+

Diodato con Nina Zilli Lui bravo, ma la coppia non funziona. Diodato ruba la scena a Nina Zilli e lei a lui, facendo una gara a chi performa meglio. Il cantante prova a svestire i panni del bravo ragazzo, invano. 5,5

Piero Pelù

Tosca con Silvia Perez Cruz Pulita. La versione della Cruz non fa storcere il naso, ma al tempo stesso non aggiunge di nulla a “Piazza Grande”. Solo l’accelerata finale rovina i buoni intenti. 5

Rita Pavone con Amedeo Minghi La Pavone esce a l’una di notte come se fosse pieno pomeriggio, mentre il maestro Minghi dal piano si mangia le parole. Un peccato, vista la performance di Rita. 5,5

Achille Lauro con Annalisa Tutti ipnotizzati. Achille stona spesso, è vero, ma cattura. Cattura per Bowie, per lo stile provocatorio, per la padronanza sul palco e per la scelta di affiancarsi ad Annalisa. Nessuno stacca da loro lo sguardo e alla fine, dopo un religioso silenzio, applausi di tutti. Altro colpaccio. 8+

Elettra Lamborghini e Myss Keta

Bugo e Morgan Uno va da una parte, uno dall’altra. Morgan vince il capriccio di dirigere l’orchestra, Bugo si siede ancora ma è spaesato a guardare il suo compagno con la bacchetta. Si sovrappongono, poi l’inchino a Coletta. Eversione calante. 5+

Irene Grandi e Bobo Rondelli La sinergia c’è, la coppia non si calpesta mai e si unisce in un bel canto. Il valore del brano e la sua esecuzione superano ogni aspettativa. 7+

Piero Pelù Il duetto virtuale con Little Tony arriva all’anima, ma l’esecuzione del brano non fa strappare i capelli. Nessun dramma. 6

Paolo Jannacci

Paolo Jannacci con Mandelli e Moretto L’omaggio al padre non fa tremare Paolo Jannacci, che veste sia i panni del pianista che del cantante, uscendone bene. Buona la spalla di Mandelli, un passo in avanti. Nel finale Jannacci si emoziona, il suo amico ride e il voto è positivo. 7+

Elettra Lamborghini con Myss Keta Signore e signori, il momento trash del Festival è qui. Elettra Omnes. 2,5

Francesco Gabbani Sanremo, abbiamo un problema. Gabbani si traveste da Gene Cernan per omaggiare Toto Cutugno, ma la sua sbandierata è vittima dell’emozione. Lasciatelo cantare, ma il voto non gli sorride. 3,5

Tommaso Franchi

Tommaso Franchi, nato a Roma il 30/07/1994. Diplomato al liceo classico Virgilio nel 2013. Dottore in Giurisprudenza con laurea conseguita presso l’Università degli studi Roma Tre nel 2018. Collaborazioni con la testata giornalistica Roma Daily News. Dal 2018 iscritto al Master in Giornalismo LUMSA.