Legge elettorale oggi il verdettosentenza attesa per le 13

In bilico ballottaggio e capilista Il premio potrebbe salvarsi

La lunga attesa per la sentenza sulla legge elettorale è ormai quasi conclusa. Il verdetto della Corte Costituzionale sull’Italicum arriverà oggi. Si è aperta questa mattina, alle 9:30, la camera di consiglio dei giudici della Consulta. La decisione è attesa in tarda mattinata, tra le 13 e le 13:30, secondo quanto annunciato già ieri dal segretario generale della Corte Costituzionale, Carlo Visconti.

I prolissi interventi degli avvocati hanno scombussolato i programmi della Consulta che, molto probabilmente, già ieri avrebbe deciso la sorte dell’Italicum, se solo la discussione pubblica della mattina non avesse sforato i tempi. I giudici costituzionali si sono potuti riunire a porte chiuse solo alle 5 del pomeriggio. Entro cena si sarebbero dovuti pronunciare sui 22 ricorsi. Per non dare l’idea di una decisione affrettata su un tema così importante si è preferito optare per il rinvio.

Ballottaggio, capilista e premio di maggioranza sono i punti principali della legge che la Consulta dovrà valutare. Pare che si vada verso una doppia bocciatura della legge elettorale per quanto riguarda il ballottaggio e i capilista, sulle quali peraltro la Corte dovrà scegliere tra le varie opzioni suggerite dal giudice Zanon.

Per quanto concerne il ballottaggio, ai sensi dell’italicum, il vincitore del secondo turno ottiene la maggioranza dei deputati alla Camera indipendentemente dal risultato del primo turno. Inoltre l’Italicum è valido solo per la Camera. Se il ballottaggio dunque restasse e non fosse approvata una nuova legge elettorale, i senatori verrebbero eletti con un sistema a turno unico, mentre i deputati con il doppio turno. Un impianto in contrasto con il bicameralismo paritario che potrebbe aprire ipotesi di maggioranze diverse tra Camera e Senato.

L’altro punto critico che potrebbe essere cancellato dalla Corte è la possibilità dei capilista bloccati eletti in più collegi di scegliere il luogo di elezione, determinando così, a loro discrezione, chi far entrare negli altri collegi come secondi elettori, indipendentemente dai voti che hanno raccolto. Questo aspetto è uno dei più delicati perché se la Consulta dovesse bocciarlo, dovrebbe introdurre un altro criterio di scelta per evitare il vuoto normativo. Cosa che non può fare se non con una decisione che indichi al Parlamento la strada da intraprendere per modificare la legge. Dovrebbe invece superare l’esame il premio di maggioranza che l’Italicum assegna a chi supera il 40 per cento dei voti.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.