Letta lancia il nuovo Ulivo "Nelle prossime settimane incontrerò tutti i leader"

Obiettivo è andare da Renzi al M5s Intanto è già polemica sullo ius soli

“Speranza, Bonino, Calenda, Renzi, Bonelli, Fratoianni e…Conte”. L’ottavo segretario del Partito democratico, Enrico Letta, ha promesso di incontrarli uno per uno nelle prossime settimane per un’ampia coalizione di centrosinistra che possa battere le destre nel 2023. Al centro dell’agenda politica, su cui da oggi si confronteranno i circoli democratici, ci sono: il voto ai sedicenni, lo ius soli (la cittadinanza a chi è nato in Italia da genitori stabilmente nel Paese o ha concluso un primo ciclo scolastico qui), la partecipazione azionaria dei lavoratori nelle imprese, la sfiducia costruttiva e una nuova legge elettorale per superare il Rosatellum.

Ma dietro il plauso all’elezione di ieri nell’Assemblea dem con 860 sì, non mancano divisioni dentro e fuori la coalizione. Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, pur “auspicando al più presto un incontro e apprezzando lo Ius soli” chiede “una vera svolta per parlare agli ultimi e agli esclusi”, mentre i renziani di Italia Viva auspicano che il “Pd torni a parlare ai moderati del paese”. Ma è soprattutto il rapporto con il Movimento Cinque stelle a essere il nodo politico più complesso. Se la sinistra del partito vuole rendere strutturale l’alleanza con i grillini, dal capo politico di Azione Carlo Calenda arriva la richiesta di “smetterla di inseguire i populisti”, con gli ex renziani nel Pd di Base Riformista che chiedono di “recuperare la nostra identità”.

Uno scontro, quello interno alla coalizione, che ha costretto il neo segretario a mantenersi in bilico, da un lato rilanciando “un’alleanza con il M5s di Giuseppe Conte, diventato finalmente un movimento europeista”, dall’altro puntando sul tema dello ius soli, capace di serrare i ranghi della coalizione, ma anche di alimentare lo scontro con i partner di governo della destra. Il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato furioso che “Letta parte subito male”. In molti temono riflessi negativi sull’esecutivo, anche se il ministro del Lavoro Andrea Orlando e la senatrice democratica Monica Cirinnà tendono a escluderli, ribadendo “la piena autonomia delle Camere in materia di diritti civili”.

Andrea Persili

Classe 1990, laurea in Giurisprudenza e tante passioni: dalla politica alla letteratura, dalla storia alla filosofia. Ho fatto da relatore in seminari sul diritto di cittadinanza. Ho scritto di caporalato e mobbing. Ed alla fine ho scoperto che il giornalismo è la mia vera passione: la curiosità di indagare in territori inesplorati e di dare voce a chi non può farlo.