Il leder di LeU Pietro Grasso durante la conferenza stampa al termine dei risultati elettorali al comitato di Liberi e Uguali (LeU), Roma, 05 marzo 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Il progetto di Leu continuanonostante il tonfo del 3%confronto con Pd e M5S

Il leader Pietro Grasso: "continueremo ad essere alfieri valori della sinistra"

La doppia cifra? Un lontano miraggio. Già attestarsi al porto sicuro del 3%, in queste ore, è un traguardo. La sinistra a sinistra del Pd esce duramente sconfitta dal voto. Fra le file di Liberi e Uguali – il partito guidato dal presidente del Senato uscente Pietro Grasso – c’è delusione per un risultato non atteso. C’era un tempo in cui i sondaggi promettevano addirittura quasi il 10%, un tempo non lontano ma già distante. “Non siamo stati sufficientemente discontinui rispetto agli ultimi quattro anni. Il problema non è solo Renzi, noi ci siamo proposti come pre-renziani o anti-renziani, ma non con un profilo autonomo” afferma questa mattina Stefano Fassina, esponente di LeU, a Radio Anch’io commentando uno spoglio decisamente deludente.

La notte elettorale – I minuti dopo le 23:00 al comitato elettorale di Trastevere, a Roma, sono stati infiniti. I primi istant poll che attestavano LeU fra il 4-6% hanno subito cominciato una picchiata in discesa fino alla stabilità delle proiezioni sul 3,3%.  Al punto che nessun candidato si presenta alla sede. L’unico che ci mette la faccia alle due di notte è Nico Stumpo, candidato alla Camera nel collegio di Catanzaro, che ritiene i risultati “al di sotto delle nostre aspettative” e avverte “quando ci saranno i dati definitivi faremo le nostre valutazioni politiche”. Poche parole, come quelle di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana ed esponente di LeU. “Il risultato elettorale è per noi negativo, ma ciò che abbiamo costruito non dovrà andare disperso” scrive sul social network.

Il risveglio amaro –  Dalle prime ore di questa mattina c’è stata attesa per il  risultato finale che confermasse la soglia del 3%. Aspettando il dato non c’è però dubbio: la sinistra tutta – nessuno escluso –  esce profondamente sconfitta dalle urne. Ma fra le file di LeU non tira aria di chiusura: “non ha mai parlato di alcuna ‘fine’ di Liberi e Uguali né tantomeno ha dato responsabilità ad altri per il risultato elettorale, ma ha espresso solo preoccupazione riconoscendo le personali responsabilità” fa sapere Giuseppe Civati tramite una nota dell’ufficio stampa di Possibile. Mentre le schede continuano ad essere scrutinate con una leggerissima risalita di Leu verso il 3,4%, alcune sconfitte negli uninominali scottano. Quella di Massimo D’Alema in Puglia contro Barbara Lezzi del M5S come quella di Vasco Errani contro Pierferdinando Casini di Civica Popolare in Emilia Romagna.

La dura notte del comitato LeU in cui nessuno si presenta, eccetto Nico Stumpo

Ma il dato che brucia più di tutti è quello di Palermo. Qui all’uninominale del Senato, il presidente Pietro Grasso, leader di LeU, si è fermato al 5,81% dei consensi, ottenendo 11.580 voti e piazzandosi al quarto posto. Tra lui e il vincitore Stanislao Di Piazza del M5S, che ha ottenuto il 43,86%, c’è una distanza di 75.721 voti. Grasso è superato anche dal Pd che con Teresa Piccione arriva al 16,65%. “Prendiamo atto del cattivo risultato, ma siamo pronti a rappresentare in parlamento una parte della sinistra” spiega il leader di LeU durante una conferenza stampa. E conclude “Siamo gli alfieri con orgoglio di questi valori”.

Il progetto continua – Quello che non sorprende è l’apertura di LeU alle altre forze politiche, già dimostrata negli ultimi giorni conclusivi della campagna. All’indomani del voto lo stesso Pietro Grasso si è detto aperto al confronto con il Pd: “La nostra coerenza è vedere le politiche del Pd. E ci riserviamo di valutare qualsiasi confronto. Il Parlamento è il luogo del confronto”. Lo stesso vale anche per Luigi Di Maio del M5S: “il confronto è aperto in Parlamento” ribadisce Grasso. Concordi anche gli altri esponenti di spicco di Liberi e Uguali Roberto Speranza e Nicola Fratoianni che commentano i risultati del voto delle elezioni politiche, ribadendo il cammino futuro di LeU.

“Ieri s’è chiuso un ciclo, con un tonfo, della socialdemocrazia europea. Ora bisogna segnare una strada alternativa rispetto a quella seguita sinora dal centrosinistra” sostiene Fratoianni. “Il 4 marzo – fa eco Speranza – è punto di partenza, non di arrivo. Il nostro obbiettivo è campo più largo possibile e far vivere quei valori che abbiamo provato a rappresentare e altri non sono riusciti a farlo”. In un contesto di crisi della sinistra, LeU resta fermo sulle sue posizioni: “Con la destra non siamo disponibili nemmeno a dialogare” conclude il leader Grasso.

 

Alessio Foderi

Nato a Orbetello nel 1994, cresce nella Maremma Toscana e si trasferisce a Pisa, per frequentare l’università dove, dopo aver trascorso un periodo a Londra, si laurea in traduzione e interpretariato nel Luglio 2016. Oltre le lingue, coltiva molte passioni come la fotografia e il cinema: curioso e determinato, dal 2014 inizia a collaborare con RadioEco.it, prima come blogger e poi come speaker della trasmissione settimanale “Associazioni d’Idee”. Adesso alla Lumsa per inseguire una passione e realizzare un sogno.