Libia, migrante rimpatriatoucciso dopo tentata fugaL'ira dei medici dell'Oim

"L'uso di armi contro civili inermi è inaccettabile in qualsiasi situazione"

Un migrante sudanese è stato ucciso ieri da un colpo di arma da fuoco a Tripoli. È successo nel centro di Abusitta. 103 migranti, appena riportati a terra dalla Guardia Costiera libica, opponevano resistenza per non essere trasferiti nei centri di detenzione.

Dopo un tentativo di fuga, un gruppo di uomini armati avrebbe aperto il fuoco, colpendo la vittima allo stomaco. Inutile l’intervento, seppur immediato, dei medici dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni.

“L’uso di armi da fuoco contro civili inermi è inaccettabile in ogni circostanza”, ha detto il portavoce dell’Oim, Leonard Doyle, denunciando l’accaduto.

È una tragedia che deve servire da “promemoria delle gravi condizioni in cui si trovano i migranti raccolti dalla Guardia Costiera libica dopo aver pagato trafficanti per essere portati in Europa, solo per poi trovarsi nei centri di detenzione”, ha continuato l’organizzazione. In tutto sarebbero 5000 i migranti detenuti in Libia, oltre 3000 nelle aree di conflitto.

Federica Pozzi

Federica Pozzi, nata a Roma il 12 febbraio 1994. Diplomata al liceo classico e laureata all’Università degli studi di Roma “La Sapienza” in Lettere moderne (laurea triennale) e in Editoria e scrittura (laurea specialistica). Appassionata di giornalismo, soprattutto di politica interna, esteri e calcio.