Manovra, giallo sul verticeCasalino: "non era previsto"Salvini: "incontro positivo"

Il governo alle prese con la replica alle obiezioni dell'Unione Europea

Si tinge di giallo il vertice di governo sulla manovra. Anziché un incontro a tre tra il premier e i suoi due vice, Conte avrebbe incontrato separatamente Salvini e Di Maio. E il leader della Lega parla di un incontro “positivo”, servito per fare il punto “sulla Libia e la manovra, in vista dell’invio della lettera” da mandare domani a Bruxelles in risposta all’UE.

Ci si aspettava però un vertice a tre, dato poche ore fa per certo dai collaboratori del premier. Fonti vicine a Salvini garantivano che l’incontro fosse in corso e, contemporaneamente, fonti del ministro dello Sviluppo Economico Di Maio hanno negato che l’incontro a tre si stesse tenendo.

A Palazzo Chigi sono stati visti entrare, oltre a Conte, alcuni componenti del governo come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, i viceministri al Tesoro Laura Castelli e Massimo Garavaglia e il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri. Ma Salvini ha confermato l’ipotesi di un vis-a-vis con Conte.

Due sarebbero stati i punti principali di discussione nel vertice: ricompattare il governo in vista della lettera di risposta da inviare entro domani alla Commissione Europea e discutere nel merito il decreto fiscale. I temi caldi riguardo a quest’ultimo rimangono la legge Fornero e il deficit. La prima, che il governo vuole abolire, dovrebbe restare in vigore secondo l’Unione Europea, e il secondo, che il governo vuole tenere al 2,4%, dovrebbe essere rivisto al ribasso, sempre secondo l’UE.

Il botta e risposta tra Italia e UE, intanto, non si è fermato. Ieri il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Junker ha affermato che “le regole esistono per essere rispettate, soprattutto dall’Italia che negli ultimi anni ha beneficiato di tutti gli elementi di flessibilità che abbiamo aggiunto alla griglia di lettura economica del patto di stabilità”. Secondo Junker, questa flessibilità “ha consentito all’Italia di spendere 30 miliardi in più” rispetto a quanto avrebbe dovuto.

“La Commissione – ha continuato Juncker – non può non vedere quello che succede in Italia. L’Italia prende le distanze rispetto alle sue promesse e ai suoi obblighi. Deve instaurarsi un dialogo virtuoso fra l’Italia e la Commissione. D’altra parte, tutti i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo sono d’accordo con la posizione della Commissione”.

Laura Bonaiuti

Laura Bonaiuti è nata a Fiesole (Fi) nel 1992. La sua passione è il giornalismo in qualsiasi sua forma. Vuole raccontare storie su carta, online, in televisione, su youtube e potenzialmente dappertutto. Ha scritto, tra gli altri, per La Repubblica (cartaceo e online) e ha collaborato con il programma televisivo Matrix su Canale 5 a Roma, dove si è trasferita da agosto 2017. Fa parte della redazione del mensile cartaceo “The New’s Room”. Adesso è giornalista praticante presso LUMSA Master School dove studia nel biennio 2018-2020. Nel maggio 2015 ha pubblicato il romanzo “Se nessuno sa dove sei” con Edizioni Piemme e "Non c'è posto per me" nel gennaio 2020 con Giunti.