Prestito a Fiat ChryslerOggi il Cda di Intesa per l'ok all'operazione

Elkann: "Vantaggio per l'intero settore" Il titolo Fca brilla in borsa

Con l’emergenza coronavirus interi settori in Italia sono compromessi dal punto di vista economico e si trovano in grave difficoltà. Tra questi anche il settore automobilistico.

Prevista per oggi la riunione del consiglio di amministrazione di Intesa San Paolo che è pronta a deliberare il prestito da 6,3 miliardi di euro chiesto da Fiat Chrysler per far fronte alle difficoltà dovute all’emergenza sanitaria.

E proprio nel giorno in cui Intesa è pronta a deliberare il prestito Fca strappa in avvio in Borsa. Il titolo sale del 3,47% a 7.93 euro.

Sarà Intesa quindi a decidere se dare il via a questa maxi operazione, ma subito dopo sono previsti altri due passaggi. Il primo con la Sace, l’agenzia italiana per il credito all’export, che deve approvare la garanzia pubblica alla linea di credito. Il secondo passaggio invece dovrà essere fatto con il governo, che ha consentito l’operazione attraverso il Decreto Liquidità. 

Una maxi operazione per risollevare l’economia dell’Italia. L’Esecutivo ha di fatto posto come base, e lo ha spiegato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che “si confermino e rafforzino gli investimenti nel nostro Paese, che si mantenga l’occupazione e che non ci siano delocalizzazioni”. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha espresso la sua propensione alla concessione delle garanzie e sottolineato che, a prescindere dalla sede fiscale del gruppo, la maggior parte delle attività sono svolte in Italia e riguardano comunque lavoratori italiani. 

Ci sono state, però, alcune questioni sollevate nei giorni scorsi da diversi esponenti politici, critici sulla possibilità del prestito. Tra queste si è discusso proprio del fatto che la sede del gruppo non è in Italia: in Olanda si trova quella legale e a Londra quella fiscale. 

L’azienda assicura che il finanziamento “è destinato esclusivamente alle attività italiane e al sostegno della filiera automotive in Italia, composta da circa 10.000 piccole e medie imprese”.

La maxi operazione quindi dovrebbe servire al gruppo di cui John Elkann è il presidente a far procedere il piano da 5 miliardi di investimenti per gli stabilimenti italiani, per il personale e per pagare i fornitori. Elkann ha ricordato anche che sono 5.500 le società che forniscono il gruppo, con 200.000 dipendenti e con altre 120.000 persone impegnate nelle concessionarie e nei servizi di assistenza per clienti. Quindi l’operazione farà “respirare” la filiera dell’auto italiana e servirà anche “per aiutare l’intero settore auto in Italia e garantire liquidità”

Rossella Dell'Anno

Rossella Dell’Anno, nata ad Avellino il 06/07/1989. Diplomata nel 2008 al Liceo Linguistico “P.E. Imbriani” di Avellino. Laurea triennale nel 2013 in Lettere e Filosofia, indirizzo moderno, presso “L’Università degli Studi di Napoli L’Orientale”. Laurea magistrale in Editoria e Scrittura nel 2016 presso “La Sapienza”. Dal 2018 iscritta al Master in giornalismo LUMSA.