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HomePolitica Meloni: “Se vince il No resto comunque”. Le parole di Mattia (FdI) diventano un caso

Referendum al rush finale
Meloni: "Non sono Renzi
Non mi dimetto se vince il No"

Il deputato FdI diventa un caso

Le opposizioni in piazza per il No

di Marco Bertolini17 Marzo 2026
17 Marzo 2026
Referendum

Manifesti per il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo nella città di Milano | Foto Ansa

ROMA – Accelerata finale per il referendum sulla giustizia del prossimo 22 e 23 marzo. Nell’ultima settimana di campagna referendaria, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni assicura la vittoria del Sì, preoccupata solo di perdere un’occasione storica. Intanto divampa la polemica per le parole di Aldo Mattia. Il deputato di Fratelli d’Italia ha invitato a usare il clientelismo, provocando l’ira delle opposizioni che gridano allo scandalo sottolineando come non si possa invitare a commettere un reato per cambiare la Costituzione. 

Meloni: “Se vince il No non mi dimetto”

La premier Meloni è chiara. Non lega il suo destino al referendum come fatto da Matteo Renzi nel 2016. “La riforma della giustizia per me è una cosa super importante, dopodiché è una delle 400, 500, 600, 1000 cose che abbiamo fatto in questi quattro anni”. Un avviso convinto, come quello sul merito della riforma: “Sono sicura che metterà le basi per risolvere gran parte dei problemi che abbiamo nella giustizia”. Sia Meloni che il ministro della Giustizia Carlo Nordio provano intanto a smorzare i toni del dibattito pubblico. Aprono alle toghe, annunciano un tavolo di lavoro a Palazzo Chigi con magistrati e avvocati, ma le polemiche non si placano. A causarle, questa volta, sono le parole del deputato di FdI Aldo Mattia in un evento in Basilicata. Mattia ha invitato a usare il solito sistema clientelare per vincere la battaglia. “Affrontiamo questa settimana di campagna elettorale, abbiamo gli argomenti per vincere, ma utilizziamo in caso anche i soliti sistemi clientelari, i favori a mio cugino ai nostri parenti. Dobbiamo vincere questa battaglia”, ha detto l’azzurro.

La reazione delle opposizioni

“Non si può invitare a fare un reato per cambiare la Costituzione”, la replica della segretaria del Partito democratico Elly Schlein. A farle eco il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: “Il partito di Meloni va a caccia sui territori del peggior voto clientelare pur di far passare questa riforma”. La richiesta è precisa: Meloni deve prendere le distanze dalle affermazioni del deputato. Secondo il vicepremier Matteo Salvini anche a sinistra molti voteranno sì. Intanto però i leader delle opposizioni fanno fronte comune e saranno presenti alla manifestazione di domani, 18 marzo. In piazza del Popolo il fronte del No si riunirà con Schlein, Conte, il segretario di Sinistra Italiana e di Alleanza Verdi e Sinistra Nicola Fratoianni e il portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. 

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