La presidente del Consiglio Giorgia Meloni mostra il fax inviato all'allora rappresentante Massari da Di Maio in Senato / Foto Ansa

Il Mes agita il governoLa Lega apre alla ratificama il voto slitta ancora

Scontro tra Meloni e Conte sul fax Di Maio su La7 smentisce la premier

ROMA – “Approvare il Mes non vuol dire usarlo”. Le parole arrivano dal capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari e aprono uno spiraglio nella risoluzione di un nodo ancora lontano dall’essere districato. Nonostante la linea dura che lo ha sempre caratterizzato, adesso il Carroccio apre alla ratifica, ma il via libera potrebbe ancora richiedere tempo. 

La maggioranza infatti fa slittare ancora il voto di almeno una settimana, con il rischio di protrarsi al 2024. Dopo la riunione dei capigruppo di ieri, 14 dicembre, si è deciso per la calendarizzazione la prossima settimana, ma probabilmente sarà destinata a ulteriore rinvio.

Il caso del fax di Giuseppe Conte

Intanto è ancora il caos sul caso del fax mostrato alle opposizioni dalla presidente del Consiglio Meloni in Senato il 13 dicembre, inviato da Luigi di Maio all’allora rappresentante Massari in cui lo autorizzava a siglare il Mes. Il fax secondo la premier dimostra: “La scarsa serietà di un governo che prima di fare gli scatoloni lasciava questo pacco al governo successivo”. Il tutto “il giorno dopo le dimissioni del governo Conte”. Apparso ieri in un video, il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte respinge l’accusa e mostra le carte: “Hai detto che abbiamo fatto tutto con il favore delle tenebre, non ti permettere. C’è stato un dibattito parlamentare e un voto di dicembre 2020”. 

Anche l’ex ministro degli Esteri Luigi Di Maio è intervenuto per chiarire la sua posizione nell’ultima puntata di “Piazza pulita”, la trasmissione condotta da Corrado Formigli su La7. “Quel documento porta una data: 20 gennaio 2021 – ha detto -. Il governo Conte è caduto il 26 gennaio. Quindi quando è stato firmato ero nel pieno dei miei poteri”, smentendo quanto dichiarato dalla premier. Inoltre, Di Maio ha mostrato anche un documento risalente a fine novembre in cui si evince il via libera dell’Italia: “Un mese prima si era già deciso tutto, all’Eurogruppo”, ha affermato. 

Sofia Zuppa

Nata ad Arezzo, città natale di Petrarca e Vasari, sono migrata nella dotta, la rossa e la grassa Bologna, città dai contorni caldi che mi ha amabilmente cresciuta. Infine sono piombata nell'antica ed eterna Roma. Un viaggio sempre intessuto dall'amore per lo studio e per il giornalismo, una passione che spero un giorno possa portarmi ancora più lontano...