Migranti, oggi il decretosui rimpatri più veloci:4 mesi il tempo massimo

Lo presentano Di Maio e Bonafede Si amplia la lista di paesi sicuri

Oggi alla Farnesina il ministro degli Esteri Luigi di Maio presenta, insieme al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il decreto migranti. Il provvedimento ministeriale prevede una stretta sui rimpatri, allargando e certificando una nuova lista di Paesi sicuri e una accelerazione nell’iter dei rimpatri per accorciare i tempi a 4 mesi, non più due anni.

La lista di Paesi sicuri sarà, molto probabilmente, più ampia rispetto a quella attuale di riferimento. Nell’elenco potrebbe far parte anche la Tunisia e l’Egitto. Tuttavia, il ruolo del Cairo rimane sospeso sul caso Regeni che non è ancora stato affrontato e risolto da Di Maio.

Il «gancio» giuridico alla misura sarebbe la direttiva europea 2013/32, che concede ai Paesi membri una certa discrezionalità sull’individuazione dei Paesi sicuri e alla quale ha fatto riferimento anche il decreto sicurezza. Probabile, dunque, che nel provvedimento sia prevista anche un’accelerazione delle procedure scoprire il Paese d’origine dei migranti da parte delle commissioni territoriali. Contemporaneamente, il titolare della Farnesina continuerà a spingere sugli accordi bilaterali con gli Stati africani da cui si verificano la maggior parte delle partenze.

Una cooperazione a cui già nei mesi scorsi, tra l’altro, ha lavorato il premier Giuseppe Conte nelle sue numerose visite in Africa, lavorando nella direzione opposta a chi invece pone l’accento sul diritto di asilo individuale. Secondo quanto affermato dallo stesso Di Maio a Dritto e rovescio su Rete 4, questo cambiamento delle politiche sui migranti permetterebbe “un esito certo e veloce su queste procedure”.

Il tutto mentre emergono ombre sull’accordo del 2017 tra l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti e le autorità libiche: il quotidiano Avvenire pubblica oggi una foto che testimonierebbe un incontro segreto tra gli 007 italiani e il trafficante libico Bija, accusato dall’Onu di essere un pericoloso trafficante di uomini che controllerebbe un settore della guardia costiera libica. Su questo caso, il deputato di Liberi e Uguali Nicola Fratoianni e il democratico Matteo Orfini chiedono che sia istituita una commissione d’inchiesta parlamentare.

 

Camilla Canale

Cresciuta tra Roma e Milano ma adottata dal Kenya. Ha studiato Filosofia e Scienze Politiche e si è appassionata ad entrambe. Ricercatrice, surfista, videomaker e umorista di professione. La sua ambizione è di rendere la cultura accessibile universalmente. L’informazione e la verità sono i suoi strumenti.