Milano, un muro anti-pusher per combattere lo spaccioalla stazione di Rogoredo

Il problema però è solo "spostato" Gli spacciatori già trasferiti altrove

Un muro altro 4 metri. È questa la soluzione adottata dal comune di Milano per combattere lo spaccio di eroina alla stazione di Rogoredo, la piazza di vendita più frequentata del nord Italia.

Una zona divisa in due “settori” vicini e collegati: lo sterrato di via Orwell e il boschetto di via Sant’Arialdo.  Via Orwell è una stradina che sbuca davanti a un deposito delle Ferrovie dello Stato. Il cancello è sempre aperto e ogni giorno si assiste al via vai di eroinomani che a tutte le ore raggiungono a piedi la spianata che corre sotto i piloni della tangenziale. Per più di un anno, questa zona è stata l’alternativa al boschetto della droga di via Sant’Arialdo, assediato dalle forze dell’ordine e oggetto di un progetto di riqualificazione del Comune. Gli spacciatori si piazzavano dietro la staccionata che delimita i binari dell’alta velocità di Rogoredo, pronti a scappare dall’altra parte in caso di blitz.  Ma dopo il mercato del boschetto, ora anche quello di Via Orwell “è chiuso”.

I 600 metri di barriera anti-pusher, voluti dal sindaco Giuseppe Sala e dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, non sembrano però risolvere l’emergenza eroina. Molti spacciatori e acquirenti si sono già trasferiti altrove continuando i loro traffici.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.