Molte maschere e pochi voltiMatteo Messina Denaro l'ultimo padrino latitante

Arrestato questa mattina a Palermo La "primula rossa" non è più ricercato

Matteo Messina Denaro non è più latitante. Sembra quasi una frase impossibile da pronunciare, un’affermazione che risulta irrazionale, detta in uno stato di incoscienza. Eppure la notizia ha fatto il giro del mondo: il boss di Cosa nostra è stato arrestato questa mattina a Palermo.

Ricercato da trent’anni, Messina Denaro era figlio d’arte: suo padre Francesco, detto don Ciccio, era stato capo della cosca di Castelvetrano, in provincia di Trapani. Dopo la morte del padre aveva preso il suo posto, diventando così il Padrino per eccellenza.

Il suo soprannome, Diabolik, aveva un “sapore” particolare: un personaggio che rende le sue azioni così memorabili da risultare frutto dell’immaginazione della storia. E proprio come il personaggio più famoso delle sorelle Giussani, che aveva particolare manualità con la chimica, il secondo maneggiava l’acido. E con questo uccideva le sue vittime. Il padrino trapanese nella sua carriera criminale ha infatti collezionato decine di ergastoli. Oltre a quelli per le bombe, ha avuto il carcere a vita per il sequestro e l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito rapito da un commando di Cosa nostra, strangolato e sciolto nell’acido nel 1996 dopo quasi due anni di prigionia.

La mano della “primula rossa”  di Cosa nostra era anche nelle stragi del 1992 di Capaci e via D’Amelio, durante le quali morirono i magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Molte maschere le sue, proprio come Diabolik, ma nessun volto: sono pochissime, infatti, le immagini che ritraggono il boss, le ultime acquisite proprio questa mattina. Descritto come un uomo di grande fascino, Messina Denaro ha avuto una vita personale e sentimentale molto movimentata: coinvolto in moltissime relazione. Tra queste quella con Angela, alla quale scrisse: “Sentirai parlare di me, mi dipingeranno come un diavolo, ma sono tutte falsità”.

In foto Matteo Messina Denaro. Foto Ansa

 

 

 

Giulia Chiara Cortese

Cresciuta tra il Vesuvio e il mare, ora con il cuore diviso tra Napoli e Roma. Sono laureata in Lettere moderne alla Sapienza con una tesi in Filologia della Letteratura italiana. Inseguo da sempre il sogno di diventare una giornalista.