Mps e debitori insolventiIl presidente Abi Patuellipropone trasparenza nomi

Per il garante della privacy Soro non ci sono vincoli di riservatezza

Potrebbero presto essere resi noti i nomi dei principali debitori insolventi delle banche che vengono salvate dallo Stato o finiscono in risoluzione. La proposta, lanciata da Antonio Patuelli, presidente dell’Associazione Bancaria Italiana, riguarda in particolare la vicenda Monte dei Paschi di Siena, ma anche CariFerrara, Carichieti, Banca Marche e Banca Etruria.

Il dibattito sulla trasparenza dei nomi, alcuni dei quali già resi noti in questi giorni, è legato al problema della privacy. Il garante Antonello Soro ha chiarito ieri che dal 2011 non ci sono più vincoli di riservatezza per tutelare le persone giuridiche, quindi le aziende, mentre la legge tutela la legittima aspettativa di riservatezza per quanto riguarda le persone fisiche e ovviamente qualsiasi deroga si deve basare sull’eccezionalità dei nomi dei grandi insolventi.

Intanto iniziano a circolare i primi nomi, soprattutto di chi ha messo in ginocchio la Monte dei Paschi di Siena e, in generale, di chi ha approfittato delle banche italiane per un valore complessivo di circa 22,5 miliardi di euro, come riportato oggi sulle pagine di Libero. La lista rischia di allungarsi ben oltre i nomi già circolati, secondo quanto riportato da Libero, di De Benedetti e Marcegaglia, di alcune cooperative di Legacoop, delle società della famiglia Fusi e di Roberto Bartolome e delle società Terme Chianciano, Acea, Metro C e Atac di Roma. L’estensione dell’elenco dei soggetti privati e aziendali interessati è d’obbligo, poiché tra i finanziamenti in perdita del sistema bancario ce ne sono quasi seicento che superano i 25 milioni di euro, quindi riconducibili con alta probabilità a grandi aziende, vista l’entità del denaro prestato.

Patuelli, che ha dei sostenitori pronti a portare la proposta in Parlamento, chiede dunque che «vengano resi noti i primi cento debitori insolventi delle banche che sono state salvate». Se la richiesta del presidente dell’Abi dovesse andare in porto, si potrebbero quindi conoscere tutti i prestiti concessi ai grandi clienti degli istituti poi finiti in crisi e quindi nel mirino della vigilanza europea. La proposta di trasparenza sui nomi, dunque, vuole andare nella direzione di tutelare l’interesse collettivo, siccome è lo Stato – come sta accadendo con Mps e non solo – a dover poi stanziare somme ingenti per appianare i problemi di bilancio e liquidità provocati dalla mancata  restituzione dei soldi.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News