MOSCA – Le accuse rivolte alla Russia sull’avvelenamento di Alexei Navalny, oppositore politico di Vladimir Putin, sono “prive di fondamento”. A dichiararlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, riferendosi al rapporto dell’intelligence di cinque Paesi europei – Regno Unito, Gran Bretagna, Francia, Germania e Paesi Bassi – in cui si sostiene che Mosca abbia avvelenato Navalny con una “tossina rara” presente nelle rane freccia velenose del Sud America.
La dichiarazione alla Conferenza di Monaco
La presa di posizione è arrivata con una dichiarazione congiunta diffusa durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, a due anni dalla morte dello stesso Navalny in una colonia penale russa, il 16 febbraio 2024. A respingere le accuse è stata anche la portavoce del ministero degli Esteri Russo Maria Zakharova: “Quando i risultati dei test saranno disponibili e le formule delle sostanze verranno rivelate, commenteremo di conseguenza. Fino ad allora, tutte le affermazioni sono solo propaganda per distogliere l’attenzione dai problemi dell’Occidente”.
I campioni prelevati da Navalny
Il nodo cruciale, però, riguarda proprio le analisi dei campioni prelevati da Navalny che confermerebbero in modo definitivo la presenza di epibatidina (tossina – ndr). I cinque Paesi europei, inoltre, hanno dichiarato che “solo lo stato russo aveva i mezzi, il movente e il disprezzo per il diritto internazionale” per portare a termine l’azione. Sulla stessa scia, anche la vedova del dissidente Yulia Navalnaya secondo cui l’assassinio del marito è stato “provato dalla scienza”.
Le reazioni della comunità internazionale
La dichiarazione segna un ulteriore inasprimento delle tensioni diplomatiche con Mosca. Londra, infatti, ha annunciato di aver segnalato formalmente la Russia all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Un’iniziativa che punta ad attivare i meccanismi di controllo e verifica previsti dal diritto internazionale, con possibili conseguenze sul piano sanzionatorio e politico. A omaggiare la memoria di Navalny è stato anche il presidente francese Emmanuel Macron: “La sua morte è stata premeditata. La verità prevale sempre, mentre aspettiamo che la giustizia faccia lo stesso”.


