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HomeSpettacoli Naza vola al box office. Rimarrà in sala più dei tre giorni previsti

Naza vola al box office
Il documentario su Gaza
resterà nelle sale

Bandiere pro-Pal e botteghino da record

ma è un caso politico in Israele

di Sofia Silveri30 Settembre 2026
30 Settembre 2026
naza

Il pubblico espone cartelli a sostegno del documentario “Naza”, di Yuval Abraham e Rachel Szor, dopo che il film ha vinto il Premio del Pubblico Europeo durante la cerimonia di premiazione della 74ª edizione del Festival del Cinema di San Sebastián (SSIFF), a San Sebastián, in Spagna, il 26 settembre 2026 | Foto Ansa

VENEZIA – Naza vola al box office. Doveva essere un film-evento, nelle sale solo dal 28 al 30 settembre, ma il pubblico ha cambiato i piani. Oltre 150 cinema in Italia hanno già deciso di continuare a proiettarlo e il numero è destinato a crescere. Solo nel primo giorno di programmazione il documentario ha fatto numeri record: oltre 450 mila euro di incassi, 60 mila spettatori in 392 sale. Diverse le proiezioni sold out. Senza dimenticare che il 28 settembre era un lunedì. “È proprio questo che deve farci interrogare”, spiega Simone Gialdini, direttore generale dell’Associazione nazionale emergenti cinema.

Occhi puntati su Gaza

Nelle immagini che arrivano dai cinema si vedono platee piene, applausi o lunghi silenzi, bandiere palestinesi. Per Gialdini, infatti, il successo è collegato anche alla natura politica della pellicola. Il film si pone l’obiettivo di lanciare un messaggio forte. Naza, infatti, è stato realizzato dai registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor con la volontà di fare luce su ciò che sta accadendo a Gaza da ormai tre anni. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, il docu-film raccoglie le testimonianze anonime di 24 appartenenti ed ex appartenenti all’esercito e all’intelligence israeliana sulle modalità di attacco, sulla scelta degli obiettivi, sui sistemi di sorveglianza di massa e sulla stima delle vittime civili prima di ogni attacco, vittime considerate un “danno collaterale” accettabile e identificate proprio con il termine “naza”. 

Naza, un caso politico in Israele

La storia italiana di Naza inizia al Festival del cinema di Venezia, dove vince il Premio speciale della giuria dopo un’ovazione di 25 minuti. “Essere stato alla Mostra è stato un elemento trainante”, spiega Fabrizio Larini, presidente dell’Anec. La risonanza ottenuta a Venezia ha poi fatto sì che il film diventasse un caso politico in Israele. Il ministro della Cultura Miki Zohar ha accusato i registi di tradimento. Mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato la revoca della cittadinanza per chiunque diffami i soldati israeliani, citando il caso Naza.

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