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Nomi e volti creati con l’IA, scoperta truffa all’Inps da 1,4 milioni

di Flavia Falduto03 Febbraio 2026
03 Febbraio 2026

Un mezzo della Guardia di Finanza | Foto Ansa

BARI – Creavano nomi e volti fasulli con l’intelligenza artificiale per ottenere l’assegno unico universale, misura di sostegno economico alle famiglie erogata dall’Inps ogni mese. Quattro persone avrebbero incassato indebitamente una somma pari a 1,4 milioni di euro per conto di 59 donne di nazionalità romena inesistenti, tutte con cinque o sei figli a carico. Un elemento, quest’ultimo, che avrebbe permesso il riconoscimento di una somma maggiore da parte dell’Istituto di previdenza. A scoprire la presunta truffa, commessa tra il nord barese e la provincia di Foggia, è stata la Guardia di Finanza.

Il sequestro preventivo di urgenza delle Fiamme Gialle

A tal proposito, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di urgenza, convalidato dal Tribunale di Foggia, nei confronti di due persone accusate di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato. Tra i beni sequestrati ci sono dieci immobili, un’autovettura, denaro contante, oggetti d’oro e 92 conti correnti. Gli altri due soggetti indagati – tra cui un dipendente dell’anagrafe di un comune a nord di Bari – non sono destinatari del provvedimento cautelare. 

Le indagini coordinate dalla Procura di Foggia

Le indagini della GdF, coordinate dalla Procura di Foggia, sono partite da una segnalazione dell’Inps di Andria. Il dipendente comunale, indagato anche per falso ideologico in atto pubblico, avrebbe formato le residenze anagrafiche fittizie delle 59 donne rilasciando, in assenza dei requisiti, le false carte di identità. Come verificato, poi, dai carabinieri di Trinitapoli della provincia di Barletta-Andria-Trani, volti e nomi sarebbero stati creati con l’intelligenza artificiale.

Dai finti contratti di lavoro ai requisiti per chiedere l’Assegno

Una volta generata l’identità fasulla delle donne, hanno chiarito le Fiamme Gialle, sono stati creati dei finti contratti di lavoro in due imprese agricole di Cerignola, così da poter certificare i requisiti utili alle richieste dell’Assegno unico universale avanzate dall’altro soggetto indagato, un dipendente del Caf di Foggia. Il presunto raggiro, inoltre, sarebbe stato perfezionato con l’attivazione di 59 carte PostePay e il successivo prelievo degli importi della misura accreditati ogni mese dall’Inps. In media circa 2300 euro per ogni nucleo familiare inesistente. 

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