"Non ascolteremo Zelensky"I parlamentari filo-russicontro discorso alla Camera

Domani l'intervento online Di Maio: "Sarà accolto a braccia aperte"

A poche ore dall’intervento del premier ucraino Volodymyr Zelensky al Parlamento italiano, si incendia la polemica da parte dei parlamentari filo-russi contrari all’evento. Si tratta di circa venti persone, tra grillini, ex M5S e leghisti. A mezzogiorno di oggi è scaduto il termine per confermare o meno la propria presenza, ma molti deputati hanno già fatto sapere con largo anticipo le loro intenzioni.

“Non parteciperò alla videoconferenza del presidente ucraino Zelensky – ha dichiarato la senatrice del Gruppo Misto Bianca Laura Granato -. Sarebbe stato doveroso ascoltare anche la voce della controparte russa. Questa audizione a senso unico significa che non c’è una reale volontà da parte del governo italiano di portare avanti iniziative diplomatiche”. Dello stesso avviso Matteo Dall’Osso, ex M5S ora in Fratelli d’Italia, che ha detto: “Si dà visibilità solo a una parte. Chi chiede anche Putin in Aula fa bene!”.

Salterà l’intervento anche un’altra deputata ex M5S, ora in Forza Italia, Veronica Giannone convinta che “questo tipo di iniziativa porti a una spettacolarizzazione, mentre serve invece una seria operazione che miri a far sedere i potenti attorno a una tavolo, con discrezione, per cercare una via di uscita dalla guerra”.

“Trovo inammissibile che Draghi e Zelensky utilizzino il Parlamento italiano per la loro propaganda senza che i parlamentari possano intervenire in alcun modo”, è invece il pensiero del senatore della componente Alternativa del gruppo Misto, Mattia Crucioli, mentre per il senatore di Italexit, Gianluigi Paragone, “queste iniziative non hanno senso e sono un errore quando si tentano delle trattative”.

Si è defilato dall’incontro anche Emanuele Dessì, sempre ex grillino, ora nel Partito Comunista e Simone Pillon, deputato leghista “in missione domani a Londra” che si è detto “fortemente perplesso” sull’utilità di questo intervento.

Ma se da un lato serpeggia il malumore, dall’altro l’entusiasmo la fa da padrone. “Il presidente ucraino sarà accolto a braccia aperte dalle nostre istituzioni democratiche – ha assicurato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ieri alla trasmissione “Che tempo che fa” -. I cittadini ucraini guardano all’Unione europea come ad un obiettivo per il futuro e noi non dobbiamo negargli questa speranza”, ha aggiunto.