Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden invita i cittadini americani a lasciare la Russia | foto Ansa

L'Fbi a casa di Joe BidenRinvenute sei nuove cartecresce la sfiducia tra i dem

A rischio la futura candidatura nel 2024 La Casa Bianca perde anche Ron Klain

WASHINGTON  – La sorpresa nel “sapere che esistono documenti governativi che sono stati portati nel mio ufficio. Non ho idea di cosa contengano”. È la reazione del presidente in carica degli Stati Uniti Joe Biden che continua a collaborare con le autorità dopo il nuovo ritrovamento di carte secretate di venerdì 20 gennaio. L’Fbi ha fatto nuovamente irruzione nella sua abitazione a Wilmington, nel Delaware, dove è rimasta per 13 ore scovando altre sei documenti segreti.

Si tratta del quinto ritrovamento dopo quelli nell’ufficio privato, nel garage e nella sua stessa casa, per un totale di 30 file. Confidenziali, segreti o top secret? Resta ignoto il livello di classificazione delle carte, fatto sta che in molti ritengono l’immagine dell’inquilino della Casa Bianca ormai infangata, la sua aurea di credibilità danneggiata e il suo destino segnato da un lento declino che comprometterà inevitabilmente le future elezioni del 2024. La sfiducia, inoltre, cresce anche tra i democratici e la sua figura viene affiancata sempre di più a quella dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il parallelismo e le differenze

Ciò che è successo venerdì scorso sembra una replica di quanto accaduto cinque mesi fa in Florida a Mar-a-Lago, nella residenza di Trump,  quando l’Fbi fece irruzione per cercare documenti trafugati dalla Casa Bianca. Sebbene la straordinaria somiglianza dei due casi, è da sottolineare come Trump abbia sempre mentito sulla detenzione illegale dei documenti e si sia rifiutato di consegnarli, occultandoli, mentre Biden ha fin dai primi ritrovamenti aperto le porte alle ispezioni e si è autodenunciato, invitando l’Fbi a perquisire i locali per fare luce sulla vicenda. La sua collaborazione con il dipartimento di Giustizia farà la differenza anche sul piano delle conseguenze legali. 

L’addio del capo gabinetto 

A danneggiare ancora di più l’immagine della Casa Bianca contribuisce l’imminente dimissione del capo di gabinetto nonché braccio destro del Presidente Ron Klain, anche se la ragione non riguarda questo momento di crisi. La notizia è giunta poco prima rispetto a quella del ritrovamento delle carte segrete ed è già stato comunicato il nome del successore, Jeff Zients.

Sofia Zuppa

Nata ad Arezzo, città natale di Petrarca e Vasari, sono migrata nella dotta, la rossa e la grassa Bologna, città dai contorni caldi che mi ha amabilmente cresciuta. Infine sono piombata nell'antica ed eterna Roma. Un viaggio sempre intessuto dall'amore per lo studio e per il giornalismo, una passione che spero un giorno possa portarmi ancora più lontano...