Migranti, Sea Watch 3 in fermo amministrativocontestate irregolarità

La Guardia costiera blocca la nave L'ong: avremmo dovuto lasciarli morire?

La Guardia costiera, nella serata di ieri, ha posto sotto fermo amministrativo la Sea Watch 3, arrivata nel porto siciliano di Augusta lo scorso 3 marzo. Le forze dell’ordine hanno riscontrato, a seguito di una ispezione sulla nave dell’ong tedesca, una serie di irregolarità che ne hanno imposto il blocco. Tra queste la presenza a bordo, nel momento dell’attracco, di circa 385 persone, quando l’imbarcazione sarebbe autorizzata a trasportarne non più di 22.

La Sea Watch 3, secondo quanto ha riferito la Guardia costiera, non avrebbe effettuato le “preventive comunicazioni di ingresso nel porto di Augusta relative alla sicurezza marittima”. Questo uno dei motivi che hanno portato al controllo sulla nave, a cui si aggiunge, prosegue il Corpo, “lo sversamento in banchina e nelle acque portuali di olio idraulico proveniente dalla gruetta” durante le fasi di ormeggio in porto. L’ispezione ha poi confermato le irregolarità emerse all’attracco e ha fatto rilevare “ulteriori carenze in materia di sicurezza della navigazione”. La nave aveva già subito un fermo per cause simili lo scorso luglio.

Immediata la reazione dell’ong, che da tempo accusa il governo italiano di fermare le navi umanitarie per motivi politici. “Ci contestano ancora di aver soccorso troppe persone” ha commentato sul suo account Twitter Sea Watch Italy. “Avremmo dovuto lasciar morire 363 esseri umani nell’indifferenza delle autorità, che continuano a non fornire alternative alla nostra presenza in mare?”.

L’imbarcazione era stata oggetto di attenzione mediatica nel 2019, quando la comandante Carola Rackete aveva forzato il blocco imposto dall’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, approdando a Lampedusa per far sbarcare i migranti in condizioni disumane. La donna, accusata di avere speronato le navi della guardia costiera, era stata arrestata dalle autorità italiane e liberata dopo quattro giorni.