Olimpiadi 2026 in Italia, tramonta tripla candidatura Milano-Torino-Cortina

Accordo saltato: Sala chiedeva la regia spunta la candidatura lombardo-veneta

“Io ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica deve prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città. Per questo, il governo non ritiene che una candidatura così come formulata possa avere ulteriore corso. Questo tipo di proposta non ha il sostegno del governo, è morta”. La parola “Fine” ai sogni di Milano, Torino e Cortina d’Ampezzo di ospitare i Giochi Olimpici invernali del 2026 la pone Giancarlo Giorgetti: il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri conferma che il governo Lega-M5S non è più disponibile a sostenere la tripla candidatura italiana.

La situazione era già precipitata nel pomeriggio di ieri, quando il sindaco di Milano Beppe Sala aveva chiesto, tramite una lettera inviata allo stesso Giorgetti, che alla città del Duomo fosse assegnata la regia dell’evento: “Milano ritiene di avere le capacità organizzative, come dimostrato da Expo2015, per gestire direttamente e pienamente il progetto olimpico”, il testo scritto da Sala.

Ma la richiesta di leadership milanese va contro lo spirito di partecipazione paritetica delle tre città nella manifestazione, come ha ribadito Giorgetti: “L’obiettivo era duplice: avere un’unica gestione evento a livello nazionale presso presidenza del Consiglio, che gestiva i soldi, e avere una partecipazione paritetica tra le tre candidate senza che nessuna prevalesse. Su questo – ha detto ancora il sottosegretario – si è innescato un dibattito che non ha portato a soluzione”.

Da sinistra a destra: il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il sindaco di Cortina Giampietro Ghedina, l’assessore allo sport del Comune di Milano Roberta Guaineri, la sindaca di Torino Chiara Appendino, il presidente del CONI Giovanni Malagò, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, l’assessore allo sport della Regione Lombardia Antonio Rossi, la responsabile per la candidatura italiana ai Giochi Invernali 2026 Diana Bianchedi, il segretario generale del CONI Carlo Mornati, Roma, 11 settembre 2018.

Bocciata una candidatura, ne arriva un’altra. I governatori di Lombardia e Veneto Attilio Fontana e Luca Zaia provano a rilanciare il loro nome congiunto: in una nota condivisa, i due presidenti affermano che “arrivati a questo punto è impensabile gettare tutto alle ortiche. La candidatura va salvata, per cui siamo disponibili a portare avanti questa sfida insieme. Se Torino si chiama fuori, e ci dispiace, a questo punto restano due realtà, che si chiamano Veneto e Lombardia, per cui andremo avanti con le Olimpiadi del Lombardo-Veneto”. Per Zaia e Fontana “La Lombardia, con Milano e la Valtellina, e il Veneto, con Cortina, sono pronti a unire le forze e fare squadra per garantire all’Italia una candidatura qualificata. Il binomio delle due regioni che, di fatto, sono il motore trainante dell’intero Paese è la garanzia più importante per centrare l’obiettivo, anche potendo contare sul prestigio internazionale di Milano e sull’unicità di Cortina”.

Niente olimpiadi per Torino quindi, la cui esclusione dal trio delle città organizzatrici farebbe felice quella sezione del Movimento 5 Stelle che si è da subito opposta alla candidatura; al contempo renderebbe più certo l’impegno del governo, che eviterebbe il rischio che i grillini mandino tutto all’aria, così come accaduto per la candidatura di Roma per i Giochi 2024.

La proposta lombardo-veneta di Zaia e Fontana trova il favore di Beppe Sala, che su Twitter scrive: “La mia posizione è nota, ma questa soluzione può funzionare”.

Sulla nuova candidatura, lo stesso Girogetti si è detto possibilista, ad alcune condizioni: “Se Lombardia e Veneto vogliono andare insieme, se ne faranno carico loro anche in termini di oneri. In caso di candidatura tridente (Milano, Cortina e Torino, ndr) il governo avrebbe messo le garanzie, in questo caso non ci saranno ma dovranno fornirle loro. Se poi anche Torino volesse… deciderà il Coni”. Il tutto quando alle 18 lo stesso Giorgetti incontrerà a Palazzo Chigi il presidente del Comitato olimpico Giovanni Malagò.

Lorenzo Capezzuoli Ranchi

Nato a Roma durante i mondiali di Italia ’90, è iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, albo pubblicisti. Dopo una esperienza a New York, dove studia Broadcast Journalism alla New York Film Academy, torna nella Capitale per il Master in giornalismo della Lumsa. Estroverso, spigliato e gran chiacchierone, guarda al prossimo biennio col sorriso.