Omicidio Piperno a Nicoterasvolta nelle indagini:arrestati padre e figlio

Il 34enne trovato carbonizzato faceva l'impiegato in un centro migranti

Sono due le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip nei confronti di due uomini, padre e figlio, accusati di aver ucciso Stefano Piperno, il 34enne di Nicotera -provincia di Reggio Calabria- la cui auto ed il cui cadavere sono stati trovati carbonizzati nel giugno scorso in località “Britto” nei pressi del campo sportivo della frazione Preitoni.

I due sarebbero responsabili, in concorso, di omicidio e di occultamento e soppressione di cadavere. Stefano Piperno aveva lasciato la sua abitazione martedì 19 giugno alle 15.30 per recarsi a lavoro in un centro di accoglienza per stranieri dove si occupava di alfabetizzazione dei migranti. Un luogo dove non è mai arrivato. La Fiat Punto di colore grigio – ritrovata bruciata in località Britto di Preitoni – apparteneva al padre di Stefano Piperno ed era in uso al giovane. Il cadavere all’interno dell’automobile è stato ritrovato sul sedile anteriore, lato passeggero, che agli occhi dei vigili del fuoco e dei carabinieri giunti sul posto è apparso reclinato.

Simone Alliva

Laureato all'università Lumsa di Roma in Scienze dell’informazione, comunicazione e marketing, ha iniziato la professione da giornalista pubblicista nei giornali locali della Calabria. Passando nel 2013 al settimanale “L’Espresso”, dove si è occupato di cronaca politica e diritti civili.