PALERMO – Ci sono anche Totò Cuffaro, ex presidente della Regione siciliana e Salvatore Romano, parlamentare di Noimoderati, tra i 18 indagati per appalti truccati nella sanità per i quali la Procura di Palermo ha chiesto gli arresti domiciliari.
Cuffaro, ad oggi segretario nazionale della Dc, ha fatto sapere che gli è stato notificato un avviso di garanzia e sono state effettuate delle perquisizioni nella sua abitazione e nel suo ufficio. L’ex presidente ha affermato però di essere “sereno, fiducioso nel lavoro degli inquirenti e pronto a chiarire la mia posizione”. Insieme a Romano sono coinvolti in un’inchiesta della Procura su appalti pilotati.
Anche il coordinatore politico di Noi Moderati ha negato di essere a conoscenza di questi fatti e di aver ricevuto alcuna comunicazione. Romano si è dichiarato “tranquillo e a dispozione per chiarire eventuali dubbi dei magistrati”.
I 18 indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere, turbativa d’asta e corruzione. Sono ora invitati a comparire davanti al gip per l’interrogatorio preventivo. Solo dopo verrà deciso se accogliere la richiesta di domiciliari avanzata per i 18.
Entrambi erano già stati coinvolti in altre indagini. Cuffaro era stato condannato a 7 anni per favoreggiamento alla mafia, ma ha lasciato il carcere dopo 4 anni grazie all’indulto di un anno per i reati “non ostativi”. Romano, invece, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, fu prosciolto nel 2012 per assenza di prove.


