Piccoli Comuni italiani approvata oggi in Senatola legge per la tutela

Norme per sviluppo sociale ed economico Realacci: "Un'opportunità per il Paese"

La legge che salva i piccoli Comuni dall’estinzione è diventata realtà. Dopo l’approvazione della Camera lo scorso settembre, oggi il Senato ha dato via libera al testo quasi all’unanimità: 205 voti a favore, due astenuti e nessun contrario.

Cosa prevede la legge

Il ddl n 2541 prevede misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni, con disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici.

Nello specifico, la norma punta a contrastare l’abbandono dei piccoli centri sostenendone lo sviluppo strutturale, economico e sociale. Per raggiungere tali scopi, l’articolo 3 istituisce un Fondo per gli investimenti di 10 milioni per il 2017 e di 15 milioni per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023. Sono previste poi misure volte alla promozione degli alberghi mediante interventi integrati pubblici e privati.

È prevista anche la stipulazione di intese per l’acquisizione di case cantoniere e la realizzazione di circuiti e itinerari turistico-culturali. Inoltre, secondo la norma, possono essere stipulate anche convenzioni con le diocesi della Chiesa cattolica e con altre confessioni religiose per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici o degli enti delle confessioni religiose civilmente riconosciuti.

Scopo della disposizione è anche quello di favorire lo sviluppo dei mezzi di comunicazione. Sono previste, infatti, norme volte allo sviluppo e alla realizzazione della rete in banda ultra larga e alla valorizzazione dei servizi postali e della distribuzione dei quotidiani.

In materia di commercio sono stabilite iniziative per promuovere la vendita dei prodotti agroalimentari provenienti da filiera corta o a chilometro utile. Saranno poi realizzate delle aree per la creazione di mercati agricoli.

La legge non riguarda solo i piccoli Comuni, ma anche le aree rurali e montane. A riguardo è previsto anche un Piano per l’istruzione destinato a tali aree.

Quali sono i comuni coinvolti

Ai sensi dell’articolo 1, la legge si applica ai Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti. Si tratta per la precisione di 5.585 paesi, pari al 70% del totale dei Comuni presenti sul territorio, dove abitano complessivamente 10 milioni di italiani.

Le reazioni

L’approvazione del testo in Senato ha subito scatenato diverse reazioni da parte del mondo politico. Primo tra tutti, Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera e primo firmatario della legge. “Una bella giornata per chi vuole bene all’Italia: con l’approvazione del Senato possiamo finalmente brindare alla mia legge. –  dichiara soddisfatto Realacci –  Questo testo è un’opportunità per tutto il Paese. Contiene un’idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, coniugando storia, cultura, nuove tecnologie e green economy. L’importanza dei piccoli Comuni, del resto, si è vista anche durante i terremoti che hanno colpito il Centro Italia, con il ruolo fondamentale per la tenuta delle varie comunità svolto da tanti Sindaci. I nostri piccoli Comuni – prosegue Realacci – amministrano più della metà del territorio nazionale. Non sono un’eredità del passato, ma una straordinaria occasione per difendere la nostra identità, le nostre qualità e proiettarle nel futuro”.

Soddisfazione anche da parte di Maurizio Lupi, capogruppo alla Camera dei deputati di Area Popolare e firmatario della legge. “Con questa norma diamo un fondamentale aiuto e sostegno ai Comuni al di sotto dei 5mila abitanti. Si tratta di centri con proprie peculiarità ed esigenze che meritano un’attenzione particolare e misure ad hoc. Oggi – prosegue Lupi – diamo un primo segnale a milioni di abitanti, a migliaia di comunità locali, ciascuna con la propria storia e le proprie tradizioni, che hanno sofferto molto in questi ultimi anni. Una scommessa contro lo spopolamento e contro la fuga dei nostri giovani, il vero capitale umano. Una legge che ci avvicina al territorio e ai cittadini”.

Arrivano, però, anche le prime critiche alla legge. Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, ha dichiarato che il ddl Realacci, pur andando nella giusta direzione, manca delle risorse necessarie, riducendosi così ad una legge spot.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.