"Chi fa promesse utopicheperde tanta credibilitàagli occhi delle persone"

Don Simeone racconta a Lumsanews i problemi dei giovani di Torre Angela

Don Marco Simeone, parroco della Chiesa dei Santi Simone e Giuda Taddeo, da anni è presente attivamente nel quartiere per garantire un percorso di crescita ai ragazzi e alle ragazze di Torre Angela. A Lumsanews ha raccontato le difficoltà dei residenti più giovani del quartiere e i motivi per cui si sono allontanati dalla politica.

Perché si è registrato un così alto tasso di astensionismo nel Municipio VI e in particolare a Torre Angela?

“Non parlo di politica in maniera esplicita, ma posso dire il motivo per cui io non sono andato a votare: perché nessuno dei candidati avrebbe risolto i problemi di Roma. La maggior parte di loro comunica alla pancia delle persone. C’è chi parla delle Ong in mezzo al Mediterraneo, ma qui chi pensa alle buche di Torre Angela? Non c’è nessuno che dica: ‘Io in cinque anni a Roma non posso fare granché. Vi tolgo le buche, oppure vi sistemo i mezzi pubblici’. Quelli che promettono la qualunque perdono credibilità”.

Ci sono centri di ritrovo per i giovani?

“Ci sono la parrocchia e gli oratori, ma da un anno e mezzo siamo chiusi per il Covid. Anche i parchi sono chiusi. Ci sono palestre e centri sportivi. Non c’è un centro sociale, che avrebbe comunque bisogno di un ente superiore, di qualcuno che controlla”.

Quali sono le prospettive per i ragazzi?

“La possibilità di seguire una strada sbagliata qui è elevatissima. La battaglia bisogna giocarla sullo studio e sul futuro. Se tu non pensi di avere un futuro, ti accontenti di un presente, anche luminoso, ma senza pensare al tuo domani”.

Riescono a comprendere l’importanza di pensare al loro futuro?

“Qui c’è molto abbandono scolastico. E chi non studia, nel mondo del lavoro attuale, è carne da cannone. Oggi comincia a lavorare molto presto, ma domani cresce e non ha un’abilità o una specializzazione. Il mondo del lavoro non ti tutela”.

Abbiamo sentito qualche abitante del quartiere lamentarsi per la chiusura del campo sportivo dietro la parrocchia. Come mai non è aperto?

“Lo abbiamo chiuso in seguito al Covid. Era il campo del Torre Angela, poi la società si è spostata. Vogliamo trasformarlo in un campo di calcetto e uno di basket. Questo campo, comunque, non risponde al bisogno di tutti i ragazzi. Se entri qui accetti di sottostare a certe regole, chi dice: ‘Io voglio bestemmiare ogni tre per due’ è chiaro che non appartiene a questo posto. Ci sono stati casi anche qui nel piazzale della chiesa di gente che spacciava e non va bene”.

Quali sono le priorità degli abitanti di Torre Angela?

“I servizi base: le strade e l’ordine pubblico. In una situazione complicata come quella della periferia emergono capacità nascoste. Le parrocchie inventano progetti e molto è lasciato all’associazionismo civico e libero. Ci vorrebbe qualcuno che proponesse qualcosa di mirato e di accessibile per tutti”.