Gli allevatori sardi a Romacresce la protesta sul lattec'è l'impegno del Governo

In piazza Montecitorio con Coldiretti scendono ancora i ricavi dei pastori

La protesta degli allevatori sardi per il crollo del prezzo del latte di pecora arriva a Roma. Dopo le manifestazioni dei giorni scorsi in tutta la Sardegna (che comunque continuano anche oggi, con un presidio di un centinaio di pastori sulla Statale 125), una piccola delegazione è scesa in piazza questa mattina assieme a Coldiretti davanti a Montecitorio.

Secondo quella che è la massima associazione di rappresentanza degli agricoltori italiani, negli ultimi tempi circa un milione di litri di latte è stato dato in beneficienza, in pasto agli animali o gettato “per colpa dell’atteggiamento irresponsabile degli industriali che ha portato i pastori all’esasperazione di fronte a compensi inferiori a 60 centesimi al litro, al di sotto dei costi di produzione”. I pastori chiedono di procedere immediatamente al commissariamento del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop, per loro responsabile del crollo del mercato.

Il Governo ha risposto ieri alla rivendicazione convocando un tavolo di filiera per il prossimo 21 febbraio, aperto per la prima volta proprio agli allevatori dell’Isola. Due giorni prima, il 19, la vertenza approderà anche a Bruxelles. “Saranno allo studio delle misure per venire incontro alle loro richieste”, ha detto il premier Giuseppe Conte al termine di un vertice con i pastori. L’annuncio è stato apprezzato, ma non ha convinto gli allevatori a sospendere le proteste, anche perché c’è stato un ulteriore calo del prezzo del latte di pecora nelle prime settimane di febbraio.

Intanto il candidato alla segreteria del Pd ed ex ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha spiegato al termine della protesta di oggi: “Insistiamo con il governo perché attivi subito un fondo latte ovino da almeno 25 milioni di euro”. E ha aggiunto: “Serve anche un’indagine contro le pratiche sleali di mercato perché non è ammissibile che quando aumenta il prezzo del pecorino agli allevatori vada poco e quando il prezzo scende sono loro a rimettere i risparmi”.

Giacomo Andreoli

Nato a Roma il 16/08/1995. Laureato triennale in Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre, ha collaborato con il magazine "Wild Italy" ed il quotidiano del litorale romano "Il Corriere della Città". Si è occupato principalmente di cronaca e politica locale (Anzio, Aprilia, Latina, Pomezia, Roma) e nazionale-europea (con focus ed approfondimenti).