"Una percentuale di votantiche si attesta sotto il 50%è un dato preoccupante"

Il politologo Ceccanti a Lumsanews "Vincitore già annunciato tra le cause"

Stefano Ceccanti, politologo e ordinario di diritto pubblico comparato alla Sapienza di Roma, commenta con noi di Lumsanews i dati dell’affluenza della prima giornata delle regionali di Lazio e Lombardia.

I dati mostrano un drastico calo rispetto alle precedenti omologhe: si è passati dal 70,63% al 29,72%. Qual è il motivo principale di questa inflessione?

“Nel 2018 le regionali erano contestuali alle politiche, che vengono ritenute dai cittadini le elezioni di “Serie A”. È ovvio che se si vota separatamente, c’è da attendersi un calo significativo della partecipazione”.

Quali altri fattori hanno influito?

“Sicuramente il periodo. Si stanno svolgendo mesi dopo le elezioni politiche – le più partecipate – e mesi prima delle elezioni comunali, quelle a cui i cittadini sono più affezionati. Un altro punto importante è che molti elettori si sono fatti scoraggiare dalla narrazione del “vincitore già annunciato””.

Quindi crede che i cittadini si orientino in base a una sorta di “gerarchia elettorale”?

“Sì, in ordine di importanza degli enti, le persone si sentono molto più vicine all’elezione del parlamento e subito dopo a quella del proprio comune”.

Il dato è preoccupante?

“Certamente, normalmente per le regionali ci si aspetterebbe un’affluenza intorno al 50%”.

C’entra anche il sistema elettorale maggioritario?

“Poco. Una vasta parte della letteratura politica e giuridica ha dimostrato la debole correlazione che intercorre tra l’adozione di un determinato sistema elettorale e l’affluenza alle urne”.

Quanto ha pesato la scelta di candidare, in alcuni casi, personaggi dallo scarso spessore politico?

“Non penso che lo spessore politico dei candidati abbia influito sulla scelta di non andare a votare”.

Rispetto al 2018, si vota in due giornate. Questo quanto influirà sull’affluenza?

“Può aiutare, ma in parte. Temo che i dati relativi all’astensionismo rimarranno alti”.

Niccolò Maurelli

Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, grande appassionato di calcio e Formula 1. Cultura e sport sono gli ambiti che preferisco: quando sarò giornalista professionista, mi piacerebbe seguire i più grandi eventi sportivi internazionali.