Massimo D'Alema al termine del programma di Raitre "Carta bianca", condotto da Bianca Berlinguer, Roma, 30 gennaio 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

Scontro definitivotra Renzi e D'Alemapiù vicina la scissione

Il nuovo partito oltre il 10% Bersani per ora non aderisce

Dopo la giornata di ieri, che di fatto ha aperto le ostilità fra Massimo D’Alema e la segreteria del Pd, lo stesso D’Alema oggi tuona, minacciando una scissione all’interno del Partito Democratico, mettendo in dubbio le parole del segretario Dem Matteo Renzi. «Abbiamo il 10%», diceva ieri l’esponente Pd, che rincara la dose verso la leadership di un partito che non sembra prestare più ascolto né a lui, né a parte del suo elettorato: «Se nella sinistra si formerà un nuovo partito sicuramente supererà il 10% dei voti – le sue parole riportate dal Corriere della Sera – lo dico perché ho fatto fare delle ricerche, ci sono per esempio tra i 3 e i 5 milioni di elettori della sinistra che non votano più per il Pd, si sono già scissi».

A supportare l’ex presidente del Consiglio, gli attuali governatori della Toscana Enrico Rossi (che definisce “Renzi un pokerista incallito, che raddoppia la posta ad ogni puntata persa”) e della Puglia Michele Emiliano, che chiedono una cosa sola: un congresso del Partito Democratico prima delle elezioni. Altrimenti «la scissione è adesso». O meglio, arriverà quando Matteo Renzi chiederà elezioni senza cambiare prima la legge elettorale: «Senza un congresso, sarà lui a rompere».

La lista di chi si aggrega e conviene con Massimo D’Alema sulla necessità di scindersi dal corso intrapreso dalla segreteria Renzi non è corta e comprende, secondo La Repubblica, gli eurodeputati Massimo Paolucci e Antonio Panzeri, il senatore Paolo Corsini, Pietro Folena, Valdo Spini, il professor Guido Calvi e Cesare Salvi, oltre che gli stessi Rossi ed Emiliano. Che qualcuno già propone come candidato premier della nuova forza di sinistra. Frena l’adesione al partito di D’Alema, pur reclamando una profonda discontinuità, Pier Luigi Bersani.

Ma, numeri alla mano, quanto peserebbe la scissione di D’Alema? I sondaggi commissionati da Il Giornale all’Istituto Ipr di Antonio Noto sono chiarissimi: stando all’indagine, il Pd e il Movimento 5 Stelle sarebbero appaiati al 30% (portando in parlamento 191 deputati ciascuno), la Lega si fermerebbe al 13%, Forza Italia al 12% (con 76 parlamentari), Fratelli d’Italia al 5% e Ncd al 3% (riuscendo così a superare la soglia minima per l’accesso in Parlamento). Sempre secondo Ipr, il Pd orfano di D’Alema e Bersani si fermerebbe al 22% dei consensi. Gli “scissionisti” raggiungerebbero addirittura l’11%. Il Pd porterebbe in Parlamento 141 deputati mentre la nuova forza di sinistra potrebbe contare su 71 parlamentari.

Lorenzo Capezzuoli Ranchi

Nato a Roma durante i mondiali di Italia ’90, è iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Lazio, albo pubblicisti. Dopo una esperienza a New York, dove studia Broadcast Journalism alla New York Film Academy, torna nella Capitale per il Master in giornalismo della Lumsa. Estroverso, spigliato e gran chiacchierone, guarda al prossimo biennio col sorriso.