Bce, Coronavirus e euroPanetta: "Liquidità sicuraper persone e imprenditori"

Il membro del board Ue a La Stampa "Stiamo studiando una moneta digitale"

La Banca centrale europea non sta solo pensando alla conduzione della politica monetaria, ma anche ad assicurare la continuità dei pagamenti e la disponibilità del contante durante questa difficile crisi economica. In altre parole: garantire la liquidità di banche, imprese, famiglie. Anche attraverso un “euro digitale”, proposta allo studio. È quanto scrive Fabio Panetta, membro italiano del comitato esecutivo della Bce, in un editoriale pubblicato oggi su diversi quotidiani europei (in Italia su La Stampa).

La Bce ha messo in atto un “intervento tempestivo” per evitare crisi di liquidità, scrive Panetta. L’impegno dell’istituto è però anche quello di “conferire sicurezza al trattamento del contante”, con uno stretto contatto con i laboratori scientifici “al fine di esaminare la permanenza del coronavirus su diverse superfici”.

Al momento però, gli studi affermano che il materiale con cui sono prodotte le banconote che utilizziamo ogni giorno “non sembra porre rischi di trasmissione del virus significativi, rispetto ad altri tipi di materiali con cui si è normalmente in contatto”.

L’italiano nel board della banca di Francoforte conferma poi una notizia che gira da qualche giorno, quella degli studi su una moneta digitale: “Stiamo lavorando per promuovere soluzioni di mercato europee per i pagamenti presso i punti di vendita fisici e per il commercio online. Operiamo con altre istituzioni europee per contenere i rischi cibernetici”.

È stato formato un gruppo di lavoro “ad alto livello” per esaminare pro e contro di una valuta di questo tipo, “utilizzabile dagli intermediari o anche direttamente dai consumatori mediante dispositivi elettronici (quali gli smartphone) per effettuare i propri pagamenti”.

Federico Marconi

Roma, 1993. Dopo la maturità scientifica abbandona i numeri per passare alle lettere: prima di approdare alla Lumsa studia storia contemporanea a La Sapienza e giornalismo alla Fondazione Basso. Ha prodotto un web-doc per ilfattoquotidiano.it e collabora con L’Espresso