Roma, due tifosi del Celticaccoltellati da ultras Laziodopo una rissa in un pub

I due, ricoverati, non sarebbero gravi Erano accorsi per il match di stasera

Ancora un’aggressione nella notte a Roma. Questa volta a farne le spese sono due tifosi del Celtic Glasgow, accoltellati da alcuni ultrà laziali all’esterno di un pub in via Nazionale. I due scozzesi, un 52enne e un 35enne, si trovavano insieme ad altri connazionali, accorsi per assistere alla gara di Europa League di questa sera tra Lazio e Celtic.

Secondo “Il Messaggero”, gli aggressori avrebbero colpito a caso, unicamente per l’accento scozzese delle vittime. Dal policlinico Umberto I, dove sono stati ricoverati i due tifosi, fanno sapere che le loro condizioni “non sarebbero gravi”. A nulla è servito il piano di sicurezza messo a punto ieri dalla questura per presidiare i luoghi sensibili, in particolare i punti di aggregazione della tifoseria ospite.

Si è concluso senza problemi invece l’altro evento a rischio organizzato ieri notte, la serata al centro sociale “Intifada” a Casal Bruciato, cui erano stati invitati numerosi tifosi scozzesi. Scortati da camionette di polizia e carabinieri in tenuta antisommossa, i supporters del Celtic hanno sfilato tra cori intonati a petto nudo – nonostante le temperature basse e la pioggia della Capitale – e si sono diretti verso la stazione Tiburtina, da dove hanno preso il treno in direzione Termini per raggiungere gli alberghi.

Questa mattina cinque ultras laziali, fermati ieri sera dalla polizia proprio in zona Casal Bruciato, sono stati denunciati dalla Digos di Roma “per possesso di materiale atto ad offendere”: in quattro sono stati trovati in possesso di mazze da baseball mentre l’altro aveva in auto un coltello. Per tutti è stato chiesto il Daspo.

Sui social scatta intanto l’allarme dei tifosi ospiti, che denunciano diversi tentativi di aggressione. La tensione resta alta dopo quanto successo nella gara d’andata a Glasgow, quando gli scozzesi esposero alcuni striscioni contro i laziali tra cui un’immagine di Mussolini a testa in giù e il simbolo delle Brigate Verdi.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.