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HomeEconomia Meloni chiede più flessibilità. Doccia fredda da Bruxelles: “Abbiamo già dato”

Shock dei prezi dell'energia
L'asse Roma-Praga sull'Ets
Meloni scrive a Von der Leyen

La replica: "Lettera non è arrivata"

Inflazione tocca il 4,2%: picco dal 2023

di Sofia Landi01 Ottobre 2026
01 Ottobre 2026
meloni

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni | foto Ansa

ROMA – Misure temporanee per ridurre l’impatto dei costi del sistema Ets (il meccanismo di mercato creato dall’Unione europea per ridurre le emissioni di gas serra), maggiore flessibilità nell’assegnazione delle quote e rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets 2 per trasporti ed edifici. Roma e Praga fanno asse contro “l’attuale shock energetico” in un documento congiunto, ricevuto ieri dalla Commissione Ue in vista del vertice del 15 e 16 ottobre. Intanto, in un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha spiegato che la prossima “sarà una legge di bilancio difficile” proprio a causa dell’aumento dei costi. “Speriamo che l’Ue lo capisca e ci dia flessibilità”, ha aggiunto. Poi, l’invito alla prudenza sui conti “altrimenti rischiamo il tracollo come in Grecia”.

Il documento congiunto dopo l’incontro con il primo ministro ceco Andrej Babis

“Una sospensione dell’Ets – si legge nel paper – fornirebbe un sollievo all’industria” . In assenza di sostegno, comunque, “vale la pena prendere in considerazione una serie di alternative mirate”. Sarà in occasione del prossimo Consiglio europeo che la premier Giorgia Meloni e il primo ministro ceco Andrej Babis presenteranno le proposte per una revisione ulteriore del meccanismo degli Ets. Le misure – ha spiegato ieri la premier al termine dell’incontro bilaterale a Praga – rappresentano un pacchetto di idee  “concrete e di buon senso” sulle quali conta di costruire a Bruxelles “ampie convergenze”.

Il picco dell’inflazione. Leo: “Sarà una legge di bilancio difficile”

L’inflazione nel mese di settembre in Italia tocca il 4,2%: è il dato tendenziale più alto dal 2023. Ma anche un numero che inquadra un’accelerata dal 3,3% registrato ad agosto. La legge di bilancio si prospetta quindi complessa a causa “dell’effetto dell’inflazione, della tenuta dei conti pubblici del debito pubblico nel momento in cui si fa l’emissione dei titoli”, come spiegato da Leo. La speranza del viceministro è che l’Ue comprenda la situazione e venga incontro al Paese, in modo tale da avere “un po’ più d’ossigeno nel fare degli interventi più mirati”. 

Meloni a Von der Leyen: “Più flessibilità”

La premier Giorgia Meloni, infatti, ha scritto alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen per chiedere “una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese, a fronte della crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale”. In sede Ecofin (il Consiglio economia e finanza) ha posto la necessità di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. “Altri Stati membri – ha aggiunto – stanno andando nella stessa direzione”. Infine la promessa di adoperarsi affinché “la questione venga trattata alla riunione Ecofin la prossima settimana e poi al Consiglio Ue”.

Prudenza sui conti

Non si può dire “disinteressiamoci alla tenuta dei conti pubblici e sforiamo, anche per iniziative lodevoli, non per sperperare i soldi”, invece “dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po’ più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cose è successo in Grecia tanti anni fa”. È quanto affermato dal viceministro Leo, in un incontro con la giunta esecutiva di Confartigianato. Ha inoltre sottolineato che altri Paesi che hanno fatto ampi sforamenti “non hanno un debito pubblico come l’Italia” e che “bisogna vedere le ricadute che hanno”

Giorgetti: “Ovvia la richiesta di flessibilità”

Sul punto è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. “La richiesta di flessibilità legata all’inflazione “era ovvia. Abbiamo fatto delle riflessioni” su una questione “puramente tecnica che però diventa di sostanza, cioè il sentiero della spesa è un sentiero di spesa nominale. Noi lo stiamo rispettando, siamo tra i più bravi. Però il problema è che contiene un tasso di inflazione che è programmato all’epoca da parte della Commissione evidentemente molto inferiore rispetto a quello che si è verificato”.

La replica dell’Ue

Sul tema flessibilità arriva la replica dell’Ue: “Abbiamo già dato più flessibilità agli Stati membri”. Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho, interpellata nel corso dell’incontro con la stampa sulla richiesta dell’Italia di maggior flessibilità alla luce degli alti livelli dell’inflazione. “Non abbiamo ancora ricevuto la lettera” inviata dalla premier Giorgia Meloni, ha però precisato il portavoce Balazs Udjvari, ricordando poi le caratteristiche della clausola nazionale di salvaguardia estesa anche all’energia oltre che agli investimenti nella difesa.

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