Selinunte, un dronescopre una città nascostarisalente al VII secolo a.C.

La tecnica degli archeologi di Camerino potrebbe essere applicata ad altri siti

Una termo-camera ad alta sensibilità termica che rileva l’esistenza di reperti archeologici sotterranei. È questa l’ultima invenzione tecnologica grazie alla quale un gruppo di geologi dell’Università di Camerino ha scoperto l’esistenza di una città nascosta risalente al VII secolo a.C.. Si tratterebbe di Selinunte, antica città greca sulla costa sud-occidentale della Sicilia.

Ad annunciare la scoperta Enrico Caruso e Fabio Pallotta del Parco Archeologico di Selinunte.  “Con una termo-camera caricata sul drone, i geologi hanno rilevato sul terreno dell’area archeologica alcune anomalie termiche riconducibili ad importanti strutture sepolte di circa 2700 anni fa ” ha spiegato Pallotta, geo-archeologo consulente dell’Università di Camerino del Parco Archeologico di Selinunte.  “Da queste immagini termiche – prosegue –  tutti possono osservare come il gradiente di calore delinea nel terreno perfetti disegni geometrici che circondano i resti del cosiddetto “Tempio M”, ora collocato lungo la sponda del fiume Selino, ma che in origine spiccava sull’estremo promontorio occidentale della laguna”.

“Questa scoperta – ha commentato poi Caruso, direttore del Parco – ci permetterà di trovare le soluzioni migliori per perpetuare nel futuro prossimo ed anche oltre il patrimonio straordinario di Selinunte”. Fino ad oggi sono stati quattordici i piani di volo effettuati con il drone, che ha rilevato le temperature dei corpi sia vivi sia inerti. Rimangono, però, ancora molte strutture da indagare perché “va compresa la conformazione geologica della zona e il perché i selinuntini la scelsero per il loro insediamento. La città è certamente molto più ampia di quella odierna” ha spiegato.

La più antica raffigurazione di Hekate

Ma questa non è l’unica importante novità che arriva dal parco archeologico di Selinunte, considerato uno dei più grandi d’Europa. “Sono state trovate le tubature costruite dai greci ed attraverso le quali l’acqua arrivava nelle case e la più antica raffigurazione di tutto il mondo greco di Hekate, personaggio di origine pre-indoeuropea che fu ripreso nella mitologia greca”, ha concluso Caruso.

La tecnica utilizzata, che si basa su geomorfologia ed archeologia, ora potrebbe essere applicata anche agli altri siti in Italia, riportando alla luce le molte bellezze che nasconde il nostro Paese.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.