Liberazione di Silvia RomanoLa Farnesina: "Nessunatensione con Palazzo Chigi"

La cooperante milanese torna in Italia dopo 18 mesi di prigionia in Africa

Non è stata una liberazione come le altre, quella di Silvia Romano. Ieri la cooperante milanese di 24 anni è scesa dall’aereo dei servizi segreti con mascherina e jilbab, abito tradizionale somalo diffuso nelle zone islamiche, dopo 18 mesi di prigionia in Somalia. “Sto bene mentalmente e fisicamente e sono felicissima” ha detto appena atterrata.
Ad accoglierla all’aeroporto militare di Ciampino, oltre ai famigliari, erano presenti anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Prima di tornare a Milano, Silvia Romano è stata portata nella caserma dei Ros per incontrare il pm Sergio Colaiocco e i carabinieri che hanno seguito le indagini.


La sua liberazione solleva numerosi interrogativi. È lecito pagare un riscatto per salvare la vita di un cittadino? Ed è giusto farlo se lo scambio avviene con il nemico che semina terrore islamista come Al Shabaab? Questi ed altri quesiti scuotono l’opinione pubblica, nonostante la cifra del riscatto non sia nota. Si parla di milioni di euro.

La Farnesina che aveva seguito la vicenda da un anno e mezzo avrebbe lamentato di non essere stata informata dell’ultima fase dell’operazione. Ieri, il premier Conte ha pubblicato l’annuncio della liberazione di Silvia Romano su Twitter bruciando tutti sul tempo e non menzionando il lavoro dell’Aise, servizi di sicurezza esterna italiani. Un post successivamente cancellato e corretto. Di Maio non l’avrebbe presa bene. Lui che, tra l’altro, non si aspettava la presenza di Conte a Ciampino. Oggi, però, è arrivata la smentita da fonti della Farnesina: “La nostra convinzione è che a prevalere sia sempre lo spirito di squadra”.

Non solo, la liberazione di Silvia Romano apre una finestra geopolitica sui rapporti tra Italia e Turchia, legame decisivo in Somalia per la scarcerazione della ragazza. Si aprirebbe così una nuova fase nei rapporti con Erdogan (anche nel terreno libico). Questa è l’opinione diffusa negli ambienti del governo.

Il ministro Di Maio tenta di smorzare i toni: “Silvia è una giovane ragazza che ha vissuto 18 mesi da prigioniera. Prima in Kenya. Poi in Somalia. A soli 23 anni. Grazie all’impegno di donne e uomini dello Stato oggi è nuovamente in Italia, tra le braccia della sua famiglia. E questa è l’unica cosa che conta”.

 

Oggi pomeriggio la giovane cooperante è attesa nel Casoretto, quartiere di Milano dove è cresciuta.

Camilla Canale

Cresciuta tra Roma e Milano ma adottata dal Kenya. Ha studiato Filosofia e Scienze Politiche e si è appassionata ad entrambe. Ricercatrice, surfista, videomaker e umorista di professione. La sua ambizione è di rendere la cultura accessibile universalmente. L’informazione e la verità sono i suoi strumenti.