NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:00 del 9 febbraio 2026

HomeCronaca Sondaggio LaPolis, due italiani su tre temono di perdere la libertà di manifestare

LaPolis, Due italiani su tre
temono di perdere
la libertà di manifestare

Il sondaggio dell'Università di Urbino

Differeze tra gli schieramenti politici

di Giacomo Basile09 Febbraio 2026
09 Febbraio 2026
Libertà

Scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, Torino 31 gennaio 2026 | Foto Ansa

ROMA – Il decreto Sicurezza è passato e gli scontri di piazza sono sempre più frequenti. L’opinione pubblica teme per la tenuta delle libertà garantite dall’articolo 21 della Costituzione. Secondo il sondaggio condotto da LaPolis-Università di Urbino, la percezione di insicurezza aleggiava tra i cittadini già prima degli scontri per la chiusura di Askatasuna e per l’arrivo dell’Ice a Milano. 

Le differenze tra schieramenti politici

Lo studio ha rivelato che due italiani intervistati su tre si sentono preoccupati per quanto riguarda “la libertà di manifestare” e “protestare”, garantita dal titolo I della Costituzione. Ma la percezione e del pericolo varia a seconda degli ideali politici. I dati, infatti, rilevano come il grado di apprensione raggiunga livelli più elevati fra coloro che si collocano a sinistra, circa l’80%. Le percentuali scendono sensibilmente se ci si sposta sull’elettorato centrista e destrorso, ma rimangono comunque intorno al 50%. Mentre, per quanto riguarda coloro che si dichiarano “esterni” alle divisioni politiche tradizionali, il dato torna a salire fino a quota 73% rispetto alla “libertà di parola” e fino al 62% in merito alla “libertà di manifestare”.

Un fenomeno trasversale

Questo timore di una deriva securitaria attraversa tutto il Paese, anche se a intensità diverse a seconda del colore politico degli intervistati. Certo è che la paura serpeggia anche tra chi sostiene il governo di centro-destra, a dimostrazione del fatto che si tratta di un fenomeno ormai diffuso e non legato agli ambienti della sinistra antagonista. 

Le tensioni globali alla base della paura

Secondo il sociologo inglese Anthony Giddens, “tutto ciò che avviene dovunque nel mondo e in ogni momento, nello stesso momento ha influenza e effetto ovunque”. E a esacerbare questa dinamica c’è anche la digitalizzazione che, de facto, annulla le distanze. Probabilmente, le violenze dell’Ice, gli scontri tra polizia e manifestanti e la sanguinosa repressione delle proteste in Iran non hanno fatto altro che alimentare la paura di veder annullato un proprio diritto inalienabile.

Ti potrebbe interessare