Caivano, periferia a nord di Napoli / foto Ansa

Stupri di Caivanoeseguite 9 misure cautelari7 a carico di minorenni

I familiari: "Soddisfatti" Don Patriciello: "Segnale importante"

NAPOLI – Lo stupro delle due cuginette di 10 e 12 anni al Parco Verde di Caivano ripreso in diretta con il cellulare; una delle due ragazze minacciata con un bastone e costretta ad avere un rapporto sessuale. Sono solo alcuni dei terribili retroscena legati agli abusi avvenuti nella cittadina campana, riguardo ai quali questa mattina sono arrivate importanti novità. Le forze dell’ordine, coordinate dalle due Procure di Napoli Nord, hanno eseguito nove misure cautelari a carico di sette minorenni e due maggiorenni. L’inchiesta che ha portato al loro arresto è partita dopo il sequestro dei telefoni e “le denunce presentate dal padre di una delle piccole e dalla madre dell’altra”, come spiegano gli inquirenti.

I legali delle famiglie: “Soddisfatti per la risposta della magistratura”

Intervenuti sulla questione, gli avvocati Angelo Pisani e Antonella Esposito, a nome dei familiari, hanno espresso “soddisfazione per l’impegno e la prima risposta della magistratura alla denuncia delle vittime”, chiedendo di “tutelare e salvare le loro famiglie e soprattutto la madre dei bambini, già messi in sicurezza”. I legali, inoltre, hanno parlato di un “sistema infernale e criminale delle periferie dove ora le luci non vanno più spente”, auspicando che vengano messe in atto tutte le misure necessarie “a prevenire altri orrori e tutelare tutti i bambini”.

Don Patriciello insieme a questore e prefetto in visita a Caivano

Si è espresso con poche parole ma decise anche don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che si trova insieme al prefetto di Napoli Claudio Palomba, e al questore Maurizio Agricola al “Villaggio della legalità”, allestito dalla polizia lungo viale Margherita, all’interno del Parco Verde della cittadina campana. Patriciello, infatti, ha definito l’intervento delle forze dell’ordine di questa mattina “un primo segnale importante”.  Dello stesso avviso il prefetto Palomba, secondo cui gli arresti “sono un segnale importantissimo”. “L’attenzione non cesserà – ha proseguito – e si svilupperà anche su altri profili, con attività in favore dei giovani e con il censimento delle abitazioni”. Infine, sempre a margine della visita al “Villaggio della legalità”, il questore Agricola ha sottolineato: “Oggi è un giorno importante, perché dal punto di vista repressivo si è data una svolta ad una vicenda dolorosissima”. 

Antonino Casadonte

Mi chiamo Antonino Casadonte e vengo da Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Lingue, Letterature comparate e Traduzione interculturale all'Università di Perugia. Oltre ad essere un esperto di lingue, letterature e culture, sono un grande appassionato di giornalismo e di calcio. Per questo motivo, nel futuro sogno di coniugare le mie due passioni e di diventare giornalista sportivo.