Super green pass per tuttipassa la linea di Draghiesteso senza distinzioni

Obbligo nel pubblico e nel privato presto le norme per i parlamentari

Senza il Green pass dal 15 ottobre non si potrà entrare in nessun luogo di lavoro, pubblico o privato. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto, in vigore fino al 31 dicembre, per l’estensione del passaporto vaccinale ad un terzo degli italiani. L’obiettivo, ha spiegato il premier Mario Draghi, è di “continuare ad aprire il Paese” ed evitare nuove chiusure. I lavoratori, così come i sindaci, governatori e vertici istituzionali, hanno un mese per adeguarsi al decreto con la prima dose di vaccino.

Sono interessati dall’obbligo prima di tutto i dipendenti pubblici, compresi coloro che svolgono con contratti esterni la propria attività lavorativa in un’amministrazione pubblica. Inoltre, dovrà essere munito di green pass anche chi ha accesso a tribunali e uffici giudiziari. Sia nel pubblico che nel privato, le “modalità operative per l’organizzazione delle verifiche” saranno definite dai datori di lavoro. Multe ai trasgressori dai 600 ai 1.500 euro. Per quanto riguarda i tamponi, il decreto stabilisce un prezzo calmierato per la vendita: gratis per chi non si può vaccinare, 8 euro per i minori e 15 euro per tutti gli altri.

A breve il via libera alle norme per i parlamentari, che in virtù della loro autodichia dovranno votare. Ma non tutti sono d’accordo. “Speravo che l’obbligo green pass venisse esteso al Parlamento così – twitta il deputato leghista Claudio Borghi – mi avrebbe dato la possibilità di chiedere una pronuncia in merito alla Corte Costituzionale a difesa del lavoro di tutti. Adesso che pure la Consulta è ‘intimata’ risponderà direttamente”. Dura replica del leader del Carroccio Matteo Salvini: “Se la politica impone il Green Pass ai lavoratori, e addirittura a chi fa volontariato, è ovvio che i politici devono essere i primi a rispettare queste regole, a partire dal Parlamento”. Sì unanime dal resto della maggioranza al passaporto vaccinale per chi entra in Parlamento.

 

Paola Palazzo

Laureata in Culture della moda nella Facoltà di lettere e beni culturali all'Università di Bologna. Frequento il Master di 1° livello in Giornalismo alla LUMSA di Roma.