WEST BLOOMFIELD – Momenti di terrore per la comunità ebraica della sinagoga di West Bloomfield, in Michigan, ieri 12 marzo. Dopo essersi schiantato con un’auto contro l’edificio, un uomo ha tentato di irrompere, ma è stato ucciso dal personale di sicurezza. L’attentato non ha provocato vittime.
L’attentato alla sinagoga
Prima lo schianto dell’auto, poi l’esplosione del veicolo e gli spari. Infine, i colpi degli agenti che hanno fermato un uomo, identificato poi in Ayman Ghazaleh, americano di origine libanese. Il Temple of Israel è stato preso di mira probabilmente perché ospita una delle più grandi congregazioni ebraiche degli Stati Uniti. Nel complesso è presente anche una scuola materna: genitori e bambini si sono potuti riunire al di fuori del Jewish Community Center dopo la sparatoria.
L’assalitore su un post: “I miei figli uccisi in un attacco israeliano”
Le indagini sul movente sono in corso, ma poco prima dell’attentato Ayman Ghazaleh aveva pubblicato sui social alcune foto della sua famiglia. Sul post l’uomo aveva scritto che i suoi bambini erano stati uccisi in un recente attacco israeliano nella città di Mashghara, in Libano.
Netanyahu: “L’antisemitismo non conosce confini”
Da Israele non si è fatta attendere la reazione del primo ministro Benyamin Netanyahu. Il premier ha scritto su X: “L’antisemitismo non conosce limiti né confini. Israele viene attaccato perché è lo Stato ebraico. Il Temple of Israel a Detroit è stato attaccato oggi perché è un luogo di culto ebraico”. Netanyahu ha poi ringraziato il presidente Donald Trump “per la sua ferma posizione contro gli attacchi antisemiti in America”.


