Di Maio: "Governo d'accordosu memorandum con la Cina"Ma Salvini rimane perplesso

Il leghista: "Non è un testo sacro si può modificare e migliorare"

Continua a tenere banco nel governo l’accordo commerciale con la Cina, la Via della Seta. E se Di Maio ostenta sicurezza: “Sono contento che nel governo ci sia totale accordo”, ha infatti dichiarato al microfono di alcuni cronisti stamattina a margine della visita all’azienda Vim di Matera, per il vicepremier leghista Salvini “il memorandum non è un testo sacro, si può modificare e migliorare”. Ha infatti espresso così le sue perplessità il leader del Carroccio in una conferenza stampa a Montecitorio.

“Se ci sarà il solo lontanissimo dubbio che certe acquisizioni possano mettere in difficoltà la sicurezza nazionale – ha continuato Salvini – da ministro dell’Interno dirò un secco no. Prima di permettere a qualcuno di investire sui porti italiani guarderei a fondo. Se fosse un americano nessun problema. Se invece venisse dalla Cina sarebbe diverso”. “Ogni investimento in settori strategici – ha concluso il leghista – necessita la massima prudenza”.

Intanto alle 13 di oggi è prevista una conferenza dei capigruppo della Camera dove dovrebbe essere deciso quando il governo terrà a Montecitorio l’informativa sull’accordo Belt and Road. Lunedì è prevista la visita del consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese Wang Yi a Bruxelles, e per l’occasione si parlerà sicuramente anche del memorandum Cina-Italia, la cui ratifica ufficiale potrebbe arrivare tre giorni dopo durante la visita di Xi Jingping in Italia.

Ancora critiche dalle opposizioni. “La via maestra per in rapporti con la Cina è quella di una Unione europea unitaria. Nel governo ci sono posizioni diverse a volte dettate più da ragionamenti di tipo preconcetto e ideologico più che analitico”. Ha affermato Piercarlo Padoan, ex ministro dell’Economia, al Giornale radio Rai.

Il Quirinale sta osservando con attenzione l’intesa tra i due Paesi e nella serata di ieri, con una nota dopo un incontro, è stato puntualizzato che lo sviluppo della tecnologia 5G non fa parte del memorandum.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.