Trump attacca Powellil presidente Usa scontento"La Fed è una minaccia"

Nuovo attacco al numero uno della banca “Così si rallenta l’economia americana"

Torna all’attacco Donald Trump e ancora una volta il suo bersaglio è il numero uno della Federal Reserve, la banca centrale americana, Jerome Powell. Sono settimane ormai che il presidente americano non le manda a dire, accusando Powell di alzare in maniera sconsiderata i tassi d’interesse e di porre così un freno all’economia statunitense. Una prassi ormai consolidata con cadenza quasi settimanale, dato che già l’11 ottobre, dopo un mercoledì nero per la borsa di Wall Street, aveva addossato le colpe del crollo (-3,15% il Dow Jones, -4% il Nasdaq) ai vertici della Fed, tacciandoli di pazzia, ribattendo poi il colpo in un’intervista a FOX Business appena sei giorni dopo. Ieri ha così rincarato la dose in un incontro concesso nello studio ovale ai giornalisti del Wall Street Journal, definendo Powell “una minaccia per l’economia americana” e le sue manovre fuori controllo. In particolare Trump ha tenuto a sottolineare la disparità di trattamento che la banca centrale americana avrebbe tenuto nei confronti della precedente amministrazione Obama, favorita da tassi più bassi che avrebbero favorito il rilancio dell’economia. In verità, le percentuali d’interesse sono in rialzo già dal 2015, da quando cioè il sistema produttivo statunitense ha ricominciato a viaggiare sui livelli di crescita pre-crisi. Una pratica questa, che anche a causa del livello di occupazione in costante ascesa, è volta a mantenere l’inflazione a quote controllate. Per l’inquilino della Casa Bianca però gli Usa non hanno problemi di inflazione e l’aumento di un quarto di punto percentuale dei tassi disposto a settembre, il terzo in un anno, sarebbero null’altro che attacchi personali disposti contro la sua persona. Il presidente della Federal Reserve, il cui ruolo è stato assegnato dallo stesso Trump, si è comunque rifiutato di rispondere all’attacco così come riportato da un portavoce dell’istituto.

Flavio Russo

1991. Liceo classico e università umanistiche. Curioso di tutto e quindi giornalista. Sono nato lo stesso giorno di Andrea Pazienza, mio padre spirituale. Napoletano, incredibilmente amo la musica, il mare, la pizza e Maradona.