Ciocca contro Moscoviciil leghista mette la scarpasu note dell'eurocommissario

Reazioni indignate per il gesto "Un giorno poi ci si sveglia fascisti"

Era sempre Ottobre, nel 1960, ma il significato del gesto era lo stesso: dimostrare l’estremo disprezzo verso un’istituzione internazionale. Fu durante un’Assemblea dell’ONU che il segretario del partito comunista russo Nikita Kruscev si tolse una scarpa e la brandì prima di lasciarla sul tavolo per tutta la durata dell’incontro. Il pretesto in quel caso fu un intervento del filippino Lorenzo Sumulong contro la dominazione sovietica nell’Europa dell’est.

Questa volta il motivo di Angelo Ciocca, eurodeputato Lega, è il rifiuto da parte della Commissione europea della manovra finanziaria presentata dal governo italiano. Alla fine della conferenza stampa sulla manovra, Ciocca afferra le carte lasciate sul tavolo da Moscovici – commissario europeo agli affari economici -, si toglie una scarpa e la poggia più volte contro quei i fogli, imbrattandoli. Poi porge la sua mano a Moscovici, che come è ovvio non ricambia il gesto, lo guarda e se ne va.

Nessuna vergogna, nessun ripensamento, anzi: l’eurodeputato rincara la dose su Twitter spiegando il perché del suo gesto e tra l’altro specificando che la scarpa era “Made in Italy”.

Ciocca si riferisce alla lettera di Moscovici come a una “montagna di bugie” e invoca il “rispetto” verso il nostro paese. Rispetto che Ciocca chiede a quelli che lui chiama “Euro Imbecilli”.

Le reazioni non sono tardate ad arrivare. “Un provocatore e un fascista, per parlare chiaro. Si vede il germe di una violenza simbolica inammissibile” – afferma Moscovici in un Tweet.

E conclude: “Rimanete vigili! La democrazia è un bene prezioso”

A livello mediatico, il video che mostra il gesto di Angelo Coccia è stato di grande impatto e ha raccolto più di seimila commenti soltanto sotto il suo Tweet. I commenti rivelano un’opinione pubblica spaccata. C’è chi applaude, incoraggia l’eurodeputato e invita tutti a ribellarsi a “MoscoWC”, come viene chiamato dagli oppositori, e c’è chi indirizza commenti e messaggi al commissario europeo scusandosi per il vergognoso episodio. “Ciocca è italiano ma non ci rappresenta”, si legge.

Laura Bonaiuti

Laura Bonaiuti è nata a Fiesole (Fi) nel 1992. La sua passione è il giornalismo in qualsiasi sua forma. Vuole raccontare storie su carta, online, in televisione, su youtube e potenzialmente dappertutto. Ha scritto, tra gli altri, per La Repubblica (cartaceo e online) e ha collaborato con il programma televisivo Matrix su Canale 5 a Roma, dove si è trasferita da agosto 2017. Fa parte della redazione del mensile cartaceo “The New’s Room”. Adesso è giornalista praticante presso LUMSA Master School dove studia nel biennio 2018-2020. Nel maggio 2015 ha pubblicato il romanzo “Se nessuno sa dove sei” con Edizioni Piemme e "Non c'è posto per me" nel gennaio 2020 con Giunti.